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lunedì 24 settembre 2018

Politica sabato 30 settembre 2017 ore 20:35

Pd, il caso della Val di Cornia raggiunge Renzi

Enzo Polidori

L'ex deputato Pci ed ex sindaco di Piombino Enzo Polidori ha scritto una lettera aperta al segretario Matteo Renzi e confessa tutta la sua amarezza



PIOMBINO — Il pasticcio delle tessere Pd in Val di Cornia arriva al segretario Matteo Renzi attraverso una lettera aperta scritta dall'ex deputato Pci, ex sindaco di Piombino e iscritto Pd Enzo Polidori.

"Caro segretario, ti scrivo questa lettera con la speranza che tu possa leggerla. Non è necessario che tu mi risponda, mi basta che tu possa valutarla.

Avevo 14 anni quando ho sottoscritto la mia prima tessera, oggi ne ho 81 e nella mia vita non mi sono mai tirato indietro di fronte a tutte le battaglie che ritenevo giuste, con lealtà e coerenza con le mie idee. Così ho fatto anche nella storia più recente. Sono stato al fianco della ministra Boschi a Piombino il giorno dell’apertura della campagna per il referendum costituzionale che, malauguratamente per l’Italia, abbiamo perso, così come ti ho sostenuto all’ultimo congresso nazionale perché ritenevo, come ritengo tutt’ora, la tua candidatura la più corrispondente alla mia visione, pur non interrompendo mai e poi mai i rapporti con chi la pensava diversamente da me.

Con la stessa franchezza e lealtà ti scrivo per metterti a conoscenza dell’amarezza che provo per quanto sta accadendo nella mia città in vista dei prossimi congressi locali.

Vorrei prima raccontarti brevemente un episodio che mi riguardò negli anni ’80 quando, da sindaco di Piombino, fui inviato in Sicilia, in prossimità di una campagna elettorale, insieme ad altri sindaci toscani. Per la formazione delle liste, in quella splendida terra, venivano portati pacchi di tessere a sostegno di vari candidati secondo pratiche che il partito voleva combattere cercando di esportare il modello toscano.

A distanza di più di trent’anni comincio a pensare che anziché aver esportato il modello toscano in Sicilia è il sistema siciliano che è arrivato da noi, lo dico naturalmente con il massimo rispetto per i tanti siciliani onesti e per bene.

Come denunciato dai circoli del Pd della mia città, girano tessere che non sono passate dai canali istituzionali del partito, in base alle regole che disciplinano la vita democratica interna al Pd.

Addirittura siamo a conoscenza che uno dei candidati al congresso ha ricevuto centinaia di tessere, per sua stessa ammissione, direttamente dal partito regionale, senza che nessuno ne sapesse nulla. Ritengo che questa non sia la pratica migliore per far crescere le adesioni e il consenso al Pd. Questo invece crea sconcerto e malessere fra militanti e simpatizzanti tanto da spingermi a fare quello che non avrei mai pensato di fare, cioè a scrivere una lettera al mio segretario nazionale, cosa che non facevo dai tempi in cui il mio segretario si chiamava Berlinguer. E lo faccio anche perché ho avuto modo di recente di esporre questi problemi direttamente al segretario regionale Dario Parrini, invitato a Piombino per una riunione della direzione del Pd locale, dal quale però non ho ricevuto nessuna risposta.

Voglio restare nel Pd, perché credo sia l’unico argine alla destra e ai populisti, ma perché l’argine regga c’è bisogno di combattere queste pratiche che fanno male all’immagine del partito e che minano ulteriormente la fiducia delle persone nella politica. Dobbiamo invece garantire trasparenza e rigore prima di tutto verso noi stessi per poter davvero rappresentare una speranza per il Paese".



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