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Cultura domenica 18 marzo 2018 ore 07:00

Una strega chiamata Baciocca

Una strega chiamata Baciocca, su TuttoPIOMBINO Gordiano Lupi tratteggia Elisa Bonaparte Baciocchi tra storia e leggenda



PIOMBINO — Correva l’anno 1809 e sull’Italia del Nord regnava Napoleone.

La Toscana fu assegnata all’impero francese e divisa in tre dipartimenti. Piombino e Lucca a quel tempo erano un Principato unico, purtroppo era finito il periodo della città stato retta dagli Appiani. Napoleone mise al governo del Principato la sorella Elisa che era andata in sposa all’ufficiale corso Felice Baciocchi. Per questo motivo il popolino piombinese la soprannominò La Baciocca. Napoleone sosteneva che i territori del piombinese erano stati sempre amministrati senza regole precise e senza alcuna vigilanza. Le cose dovevano cambiare. Per questo mise su quel trono Elisa e il marito che nominò rispettivamente Granduchessa di Toscana e Principe di Lucca e Piombino. Pare che i due sovrani per prima cosa ridussero parecchio le vecchie autonomie. Soppressero le corporazioni religiose, trasferirono la sede vescovile di Massa e Populonia ad Aiaccio, eliminarono il diritto di ancoraggio che i piombinesi riscuotevano sin dai tempi degli Appiani. Però fecero anche del buono in tema di viabilità e di salute pubblica, dobbiamo a loro sia la strada della Principessa che collega San Vincenzo a Piombino che l’ospedale sopra i Canali di Marina. Non solo. Redassero il piano urbanistico di Piombino e buttarono giù il progetto del teatro, fecero una prima bonifica delle paludi, potenziarono la siderurgia a Follonica, costruirono un porto-canale al Puntone di Scarlino, regolarono il taglio del bosco di Buriano, sfruttarono le allumiere di Montioni e dettero impulso alle miniere di ferro dell’Elba. Nonostante tutto sulla Baciocca fiorirono leggende che la dipingevano come donna dissoluta e senza scrupoli, tutte storie alimentate ad arte dagli oppositori. Per lo storico Mauro Carrara, autore del libro Signori e principi di Piombino che mi sono andato a consultare, Elisa era soltanto una donna ambiziosa e decisa, saggia nel governare e disponibile a tutto pur di risolvere i problemi della popolazione. Al contrario le leggende che ho letto in un volumetto redatto dai ragazzi della locale scuola media parlano di ricerca di amanti, di squartamenti, eliminazione per mezzo di veleni e voli dalle finestre del castello per finire nel mare. Tutte cose che sono da attribuire alla fantasia popolare. Però noi quello andiamo cercando: il mistero.

E allora via con la leggenda.

Elisa veniva poco a Piombino, durante il suo regno ci avrà abitato qualche mese, in ogni caso abbastanza perché qualcuno mettesse in giro le voci. La Baciocca viveva nello splendido castello che dalla Cittadella scopre il mare e le isole dell’Arcipelago. Questo castello oggi come oggi è un’abitazione privata, frutto di uno scempio edilizio datato anni Cinquanta che ha permesso la distruzione di un’antichità per far posto alla casa di un riccone. Ma lasciamo stare, su queste pagine ci interessa la leggenda mica la denuncia sociale. La Baciocca veniva a Piombino soprattutto per la bella stagione e pare che qui si dedicasse alla più sfrenata lussuria. Il castello della Cittadella era sede di convegni amorosi con giovanotti locali, il tutto all’insaputa del marito che quasi sempre se ne restava a Lucca per curare gli affari di stato. Ecco perché nel corso degli anni La Baciocca è passata alla storia come una strega, una maliarda mangiatrice di uomini stile maga Circe. Era una donna affascinante che viveva nel lusso più sfrenato, quando se ne andava in carrozza per la città con il suo seguito di soldati gli uomini la mangiavano con gli occhi. In realtà era lei che sceglieva il giovane più bello da invitare a palazzo, il ragazzo da concupire e da amare per una notte intera dopo aver consumato una cena afrodisiaca a base di pesce e vino dell’Elba. La principessa era una donna diabolica che cercava di nascondere le sue colpe, quindi si tratteneva con il favorito solo per poche notti. Il ragazzo, una volta adempiuto al suo dovere, restava imprigionato nelle segrete del castello e alcuni giorni dopo veniva spinto dalla guardia reale verso le cento scalinate che ancora oggi portano al mare. Per molti giovani piombinesi il prezzo di una notte d’amore con la principessa era la vita. Nelle notti di luna piena la scogliera sotto Piazza Bovio risuonava di lugubri lamenti, grida di fantasmi disperati, anime senza pace strappate alla vita nel fiore degli anni. I vecchi piombinesi raccontano che il mare decise di vendicarsi perché non poteva sopportare di essere diventato la tomba dei giovani più belli della città. La dinastia dei Bonaparte fece una brutta fine e la disfatta di Napoleone travolse tutta la sua famiglia. La Baciocca, quando venne la sua ora, scappò lungo le cento scalinate in direzione di piazza Bovio e da là avrebbe voluto tentare la fuga. Il mare però era in tempesta e sfogò su di lei anni di rabbia repressa, un’ondata la travolse e la gettò nel gorgo impazzito. La Baciocca morì nelle stesse acque dove aveva fatto uccidere i ragazzi che aveva utilizzato per il suo piacere. Poco importa se per la storiografia ufficiale Elisa Baciocchi è morta in Bretagna. Non vi azzardate a dire ai vecchi piombinesi che questa storia è soltanto una leggenda e che le streghe non esistono. Vi faranno percorrere i cento scalini che da Cittadella portano al mare e vi porteranno su quella scogliera dove ancora oggi, nelle notti che soffia forte il libeccio, giurano di sentire la voce della Baciocca implorare perdono in mezzo ai cadaveri putrefatti di ragazzi gettati sugli scogli.

Riferimenti bibliografici

Mauro Carrara “Signori e Principi di Piombino” - La Tarsinata frammenti di storia locale - Bandecchi e Vivaldi -Pontedera, 1996

Scuola Media Piombino Classi II M e II L - “Storie del tempo che fu” - II Edizione - Piombino, 2003

Gordiano Lupi
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