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lunedì 15 ottobre 2018

Politica mercoledì 05 luglio 2017 ore 14:51

"Qualcosa a Piombino non ha funzionato"

Le senatrici toscane Paglini e Bottici hanno presentato un ordine del giorno a tema Aferpi in discussione in questi giorni a Palazzo Madama



PIOMBINO — Tenere accesi i riflettori sul caso Aferpi a Piombino. Questo è l'appello della capogruppo pentastellata al Sentato Sara Paglini, alla luce di una vertenza che va avanti dal 2014 e che ad oggi va avanti con la maturazione dei nuovi accordi sottoscritti al Mise con l'addendum all'Accordo di programma (leggi l'articolo correlato).

"Abbiamo presentato interrogazioni al Senato, alle quali non sono mai state date risposte; abbiamo denunciato la situazione tragica e tremenda che si vive nella città di Piombino; abbiamo denunciato quanti cittadini hanno perso la casa e quante attività hanno chiuso i battenti per la mancanza di prospettive di un territorio usato e dimenticato. - ha ricordato Paglini - Ricordo che il Pd, a pochi giorni dal voto delle amministrative e poi durante la campagna per le elezioni regionali, si era fatta bello, con grandi promesse del presidente della Regione Toscana Rossi e dell'ex presidente del consiglio Renzi: ci hanno accusato di nuovo per la famosa 'peste rossa' che tutto svende e distrugge di cui Beppe Grillo parlò dalle piazze di Piombino. Arrivarono molte critiche, salvo poi rendersi conto oggi che qualcosa a Piombino non ha funzionato. Oggi in quel territorio gli stessi rappresentanti dei lavoratori e gli stessi amministratori locali si sono trovati a prendere atto che qualcuno ha fatto un gioco sporco".

Per il Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli, rimane forte il timore che i nuovi accordi rappresentino la misura provvisoria per prendere tempo. 

"C'è bisogno di una posizione chiara del Governo su questo tema", per questo le senatrici toscane Sara Paglini e Laura Bottici hanno presentato un Ordine del giorno in sede d'esame del cosiddetto Decreto Mezzogiorno (AS 2860), in discussione in questi giorni a Palazzo Madama per impegnare il Governo "ad informare tempestivamente ed in modo completo il Parlamento sugli esiti e gli sviluppi delle trattative con il gruppo Cevital ed i relativi accordi riguardanti il polo siderurgico di Piombino portando altresì a conoscenza del Parlamento stesso la relativa documentazione".

L'obiettivo è terne sotto controllo gli sviluppi e verificare che l'imprenditore algerino rispetti i tempi del nuovo cronoprogramma.



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