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Attualità lunedì 24 febbraio 2020 ore 14:49

Parco di Rimigliano, Legambiente frena il Comune

"Stupore e forte preoccupazione", i circoli di Legambiente Val di Cornia e Costa Etrusca dubitano della scelta della giunta di San Vincenzo.



SAN VINCENZO — Stupore e forte preoccupazione da parte di Legambiente Val di Cornia e Legambiente Costa Etrusca per la notizia che la Giunta di San Vincenzo intende togliere la gestione del Parco di Rimigliano alla Parchi Val di Cornia, società di cui il Comune ne è socio.

"Non ricordiamo che questo atto così significativo da un punto di vista politico, sia riscontrabile nel programma elettorale del sindaco, evidenziando con questo la gravità politica di quanto si intende fare. - hanno commentato le due associazioni ambientaliste - Lo stupore nasce anche dalle motivazioni dichiarate dal sindaco che rimanda a criticità nella gestione del parco da parte della società evidenziate dalle segnalazioni di cittadini e turisti. Ci pare una giustificazione quanto mai bizzarra. Innanzitutto bisognerebbe capire quale tipo di segnalazione registra il sindaco, se relative ad una manutenzione ordinaria o straordinaria del Parco. La prima è a carico della Parchi e facilmente risolvibile magari mettendosi intorno ad un tavolo e pertanto la contromisura della Giunta appare sproporzionata, la seconda è a carico del Comune di San Vincenzo che negli ultimi anni è sempre stato carente di finanziamenti di questo tipo. La nostra Associazione non rileva una tale drammaticità nella gestione del Parco anche se tutto può essere migliorato certamente, ma bisogna anche capire quale è il concetto di Parco che si ha nella mente". 

E proseguono: "Ci preme evidenziare le molte ombre che sembrano calare sul Parco di Rimigliano. Un parco che ha una storia particolare dettata da scelte politiche illuminate degli anni ‘70 e un valore naturalistico di grande pregio di pineta costiera e bosco planiziale, che purtroppo negli ultimi decenni le Amministrazioni che si sono succedute non hanno mai sentito la necessità di spingersi a riconoscergli la valenza di area protetta. Ci ricordiamo il percorso di riconoscimento ad Anpil mai portato a termine. Ci preoccupa inoltre la tempistica di questa scelta. In un momento di debolezza della società dettato dall’insediamento del nuovo CdA".

Per Legambiente proprio un gesto di cattivo gusto nei confronti dei nuovi amministratori e degli altri soci.

Il dubbio che muove Legambiente è che la scelta di gestire in autonomia il Parco di Rimigliano possa trovare la motivazione nel percorso di elaborazione del nuovo Piano Strutturale e la possibilità di poter pianificare senza un interlocutore come Parchi che ha la missione statutaria di gestire e conservare il patrimonio paesaggistico, naturalistico e archeologico. Oppure più semplicemente, visto che alcune strutture nel parco hanno trovato un loro percorso di economicità si ritiene più congruo uscire dalle ferree e rigorose gare disposte dalla Società Parchi in tutti gli ambiti di competenza per avvicendarsi verso una gestione più lassiva ed accondiscendente?".

Un elemento, secondo Legambiente, di grande responsabilità politica anche per il Pd partito di riferimento del sindaco. 



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