RIGASSIFICATORE Domenica 15 Marzo 2026 ore 07:00
Rigassificatore, "Prima sicurezza dei cittadini"

Albertoni (Cambiamo Futuro): “Unico obiettivo dare un contributo concreto al dibattito su un tema che riguarda tutto il nostro territorio”
PIOMBINO — “Sul rigassificatore serve chiarezza e serietà. La sicurezza dei cittadini venga prima delle bandiere politiche".
Così è intervenuto Alessio Albertoni, esponente della lista civica Cambiamo Futuro, sul tema del rigassificatore di Piombino e sulle recenti mobilitazioni.
“La mia posizione è chiara: sono contrario alla presenza del rigassificatore a Piombino, soprattutto per la collocazione scelta nel porto. - ha spiegato - La battaglia contro il rigassificatore non è una questione di campanile. Riguarda un intero territorio e tutte le comunità che lo abitano".
Allo stesso tempo, Albertoni invita a mantenere coerenza nel dibattito
pubblico. “Mi sorprende vedere come alcune mobilitazioni si accendano su
certi temi e risultino invece molto più tiepide su altri che incidono allo
stesso modo sul territorio. Penso, ad esempio, ai grandi progetti di eolico
industriale o agli impianti fotovoltaici estensivi. Quando si parla di una
pala eolica alta 236 metri, 4 volte la Torre di Pisa, prevista a poche
centinaia di metri dal Golfo di Baratti, oppure di decine di campi da calcio
di superfici agricole che potrebbero essere coperte da pannelli
fotovoltaici, il livello di attenzione pubblica sembra improvvisamente
cambiare”.
Per Albertoni il punto centrale dovrebbe restare uno solo: la tutela del
territorio e soprattutto la sicurezza delle persone.
“Nel caso del rigassificatore la questione principale dovrebbe essere
affrontata senza bandiere politiche: la sicurezza. Parliamo di un impianto
collocato in un porto dove transitano traghetti con migliaia di persone e a
poca distanza da una città dove vivono, lavorano e studiano migliaia di
cittadini. Non riesco a comprendere perché una questione così seria venga
continuamente mescolata con dinamiche di politica locale, guerre
internazionali o referendum nazionali. Non sono temi irrilevanti, ma
aggiungere continuamente nuovi fronti ad una battaglia che dovrebbe avere un principio molto preciso non la rafforza. Al contrario rischia di indebolirla
e di renderla meno credibile. Se il bene primario è la sicurezza e la vita delle persone, la nostra, quella dei nostri figli e delle nostre famiglie, allora questo deve restare il centro della battaglia, non uno dei tanti argomenti sul tavolo".
“In questi giorni - ha poi aggiunto - si concentra gran parte della polemica contro il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, al quale viene chiesto di dimettersi. Eppure è un fatto che negli anni il sindaco abbia espresso contrarietà al progetto e abbia contestato l’iter autorizzativo anche attraverso ricorsi legali. Allo stesso tempo — ha proseguito Albertoni — è altrettanto un fatto che l’autorizzazione all’installazione del rigassificatore sia stata firmata dal Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nel suo ruolo di commissario straordinario per l’opera. Come si può chiedere le dimissioni del sindaco e allo stesso tempo ignorare il ruolo di chi ha firmato l’autorizzazione dell’impianto? Si può ritenere che il sindaco Ferrari non
abbia fatto abbastanza o che avrebbe potuto fare di più. Ma è difficile
attribuirgli più responsabilità di chi ha avuto il potere formale di
autorizzare l’opera”.
“La tutela del territorio, della sicurezza e della vita delle persone
dovrebbe essere il punto di partenza e di arrivo di questa battaglia. Il
resto, etichette, tifoserie e guerre di bandiera, serve alla politica, non
al territorio", ha concluso Albertoni.
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