Il cinema teatro Metropolitan è ancora chiuso e nulla emerge rispetto a possibili lavori di adeguamento e quindi alla sua riapertura. Dopo mesi, ormai, di appelli e richieste di chiarimento Pd e Piombino Domani hanno fatto richiesta di accesso agli atti, leggendo così i contenuti della relazione tecnica di vulnerabilità sismica sulla base della quale è stata decisa la chiusura del cinema teatro. Le motivazioni che hanno portato l'Amministrazione a chiudere le saracinesche non hanno mai convinto i due gruppi consiliari, arrivando alla conclusione che "non c’erano e non ci sono ragioni di urgenza e di pericolo immediato per chiudere il cinema teatro".
L'incarico per la relazione risale a Settembre 2024, la relazione in cui vengono messa in luce alcune vulnerabilità strutturali è datata 5 Maggio 2025, poi la chiusura della struttura a Luglio 2025 (qui le dichiarazioni dell'Amministrazione), dopo che solo tre mesi prima, il 30 Aprile, la giunta aveva deciso di prorogare fino al 30 Giugno 2026 il contratto di affitto di ramo di azienda con la Cooperativa Nuovo Teatro Metropolitan.
"E' stato fatto passare il messaggio che la struttura sia pericolosa a prescindere dai terremoti, e che la chiusura fosse obbligata. Non è così. - hanno spiegato i consiglieri di opposizione - Il documento determina e classifica la vulnerabilità sismica dell'edificio vale a dire, se, in caso di terremoto, ci siano rischi di crollo della struttura. Nella realtà dei fatti, Piombino è classificato in zona sismica 4, l’ultima fascia di rischio. Lo studio è interessante anche perché evidenzia come l’edificio sia nel suo complesso sano: i solai sono integri e non necessitano di nessun intervento, non ci sono crepe, fessure, infiltrazioni, tanto che non è stato nemmeno necessario fare indagini sulle fondazioni, i pilastri sono solidi, il tetto è integro, non ci sono rischi di crollo di nessun tipo. Ci sono certamente vulnerabilità statiche e sismiche, che erano già note prima di questo studio: muri in falso, assenza di giunto con l’unità strutturale del Mercato coperto, muri troppo snelli. Tutte vulnerabilità dovute al fatto che l'edificio è stato costruito, e soprattutto ci si è intervenuti successivamente, prima dell’entrata in vigore delle attuali norme sismiche, che ovviamente valgono per le nuove costruzioni. Le conclusioni del documento dicono altro e cioè che è necessario procedere a un intervento di miglioramento sismico per aumentare la sicurezza dell’edificio in caso di terremoto, ma non dice affatto che l’edificio è inagibile, o che va chiuso". Spiegando dunque come mai il vicino bar e il mercato coperto continuino a pieno la loro attività.
"Non esiste alcun documento che impone la chiusura del teatro. Lo studio in sé non dispone l'inagibilità dell'immobile. - hanno ribadito - L’edificio poteva rimanere aperto, programmando adeguatamente i lavori necessari anche se ad oggi non c'è traccia né dell'incarico per la progettazione di questi lavori né delle risorse nel piano triennale per le opere pubbliche. L’amministrazione riapra il Cinema Teatro Metropolitan e consenta alla cooperativa che lo ha gestito fino a Luglio di ricominciare la sua attività: lo può fare, anche perché non ha mai fatto un atto per chiuderlo, e non ci sono pericoli immediati in atto”. È questa, dunque, la richiesta dei gruppi consiliari del Partito Democratico e di Piombino Domani.
Inutile per i due gruppi promettere alternative alla comunità, alternative che di fatto non ci sono. Come inutile, ad oggi, sarebbe ambire al progetto del totale rifacimento del teatro da 16 milioni di euro (leggi qui l'articolo collegato).
La soluzione? "Sì il Metropolitan a bisogno di un intervento di miglioramento sismico, che può essere fatto ad esempio nell’estate 2026, quando il cinema è di fatto chiuso, e ovviamente con l’impegno concreto a mettere i soldi per fare immediatamente il progetto dei lavori e con rapidità i lavori stessi. Si può fare, basta volerlo".
Intanto a inizio Dicembre al Piccolo Centro D'arte Le Gambe Verdi sarà inaugurata la mostra dedicata al cinema teatro con immagini storiche, moderne e contemporanee per non abbassare i riflettori sulla vicenda.