RIGASSIFICATORE

Proroga rigassificatore, la Liguria esce di scena

Il presidente della Regione Liguria Bucci, da sempre contrario al trasferimento, ha accolto positivamente la posizione del ministro

Mentre a Piombino si vanno rincorrendo le posizioni e le azioni per il futuro della nave rigassificatore Italis Lng nel porto della città, dalla Liguria il presidente della Regione Liguria Marco Bucci rilancia la posizione del Governo. La sua contrarietà all'arrivo del rigassificatore a Vado Ligure, nello specifico, era nota e, a margine di una iniziativa a Savona dove ai giornalisti, il presidente Bucci ha ribadito e accolto positivamente la posizione del ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin incline alla proroga per lasciare la nave a Piombino (leggi qui l'articolo collegato).

Le dichiarazioni rilasciate dal ministro durante il Forum in masseria di Bruno Vespa a Saturnia hanno riacceso il confronto locale sull'opportunità del rigassificatore, sulle ipotesi di compensazione per il territorio, ma anche sulle criticità che i comitati contrari all'opera tornano a elencare invocando Regione e Comune ad azioni più incisive.

Il dibattito attorno alla proroga del rigassificatore Italis Lng si intavola su più livelli: quello comunale, quello regionale e nelle stanze romane. In città i favorevole chiedono di accelerare per concretizzare opportunità e compensazioni mentre i contrati chiedono a più riprese di rispettare le condizioni dettate in fase autorizzativa. In Regione il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha fissato subito il paletto che nessuna proroga sarebbe stata concessa senza discutere compensazioni. Sempre a Firenze il Consiglio regionale nelle scorse settimane aveva approvato un documento che chiedeva il trasferimento della nave Italis Lng. Nelle stanze romane, i deputati di Forza Italia hanno provato a inserire nel decreto Milleproroghe una mozione poi accantonata per la proroga del rigassificatore, dal Movimento 5 Stelle un ordine del giorno con l'obiettivo di non trasformare una misura emergenziale in una misura strutturale e uno presentato dal Pd e respinto che mirava a escludere qualsiasi proroga della permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino oltre il termine dei tre anni fissato dagli accordi istituzionali, e a garantire finalmente alla comunità locale le compensazioni promesse e mai pienamente riconosciute.

A questo punto è atteso il tavolo di trattativa tra Regione e Governo, come lo stesso Giani ha fatto sapere nei giorni scorsi. Dal Comune bocche cucite in attesa di azioni ufficiali che rispondano alla richiesta di Snam di continuare a operare a Piombino dopo Luglio 2026.