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mercoledì 11 dicembre 2019

Cultura venerdì 27 settembre 2019 ore 07:31

Dichiarazione di interesse culturale per il parco

Un percorso durato anni che ha portato al riconoscimento di interesse culturale di sette siti del parco archeominerario di San Silvestro



CAMPIGLIA MARITTIMA — Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con decreto n.111 del Segretariato regionale del 31 luglio 2019, ha dichiarato di interesse culturale "sette siti" ricompresi nel Parco archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima. 

I siti, in parte già valorizzati, sono oggi finalmente vincolati anche ai sensi del Codice per i Beni Culturali e del Paesaggio. Si tratta di un provvedimento di straordinaria importanza che corona l’ultradecennale lavoro portato avanti dal Comune di Campiglia e dalla società Parchi Val di Cornia, con il contributo della Soprintendenza e dello stesso Segretariato, a partire dallo strategico lavoro di ricerca svolto dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena che, sotto la direzione del Prof. Riccardo Francovich, aveva colto sin dagli anni ’80 il valore del patrimonio culturale presente nelle colline campigliesi storicamente interessate da attività minerarie. Poi, nel 1996 l'apertura al pubblico di una prima parte del parco

Nel 2004 il nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ha inserito i “siti minerari di interesse storico od etnoantropologico” tra i beni culturali (Art. 10 comma 4, lettera h) e previsto la verifica dell’interesse culturale come procedura per richiedere l’apposizione del vincolo. Vari soggetti promotori della valorizzazione dei siti minerari a livello nazionale, tra cui la Parchi Val di Cornia, sono stati coinvolti in un tavolo di lavoro, costituito presso Federculture e sostenuto da APAT (oggi ISPRA), che ha portato alla redazione delle “Linee guida per la tutela, gestione e valorizzazione di siti e parchi geo-minerari” ed all’inquadramento del concetto di sito minerario, necessario per la realizzazione del dossier di richiesta del vincolo, che è stato inviato al Ministero nel 2015. In questi anni sono proseguiti i rilievi e la documentazione del patrimonio minerario sotterraneo del Parco, facendo emergere nuovi dati, che sono andati ad integrare il materiale già raccolto ed hanno contribuito al riconoscimento, attribuito dal Ministero lo scorso luglio.

Nel Decreto si riassume che “il criterio guida con il quale sono stati individuati e delimitati i singoli siti minerari è quello della continuità tra suolo e sottosuolo, dove le gallerie sono in relazione anche fisica con le emergenze diffuse in superficie”, così il Ministero ha vincolato setti siti nei circa 450 ettari delle aree pubbliche del parco di San Silvestro: Temperino, Carnasciale-S.Antonio, Poggio all’Aione, Collins 1, Collins 2, Miniera dei Lanzi, Rocca San Silvestro. 

Queste le significative motivazioni: “Il parco archeomineario di San Silvestro è costituito da una complessa articolazione di insediamenti minerari le cui fasi documentate di ricerca ed estrazione risalgono ai periodi etrusco, medioevale, mediceo e industriale. Il territorio è caratterizzato dalla presenza di giacimenti di rame, piombo, argento e zinco, che hanno influenzato l’economia locale e le dinamiche dell’insediamento, lasciando testimonianze che sono oggi parte integrante di un paesaggio geominerario di grande valore” .

Il Decreto evidenzia poi come in questi territori, su aree private esterne a quelle pubbliche del parco, vi siano testimonianze che presentano le stesse caratteristiche storico-archeologiche di quelle vincolate e che, come tali, meriterebbero l’estensione della tutela. Tra queste evidenzia l’imponente impianto metallurgico della società Etruscan Mines nella Valle dei Manienti.

Il provvedimento del Ministero dei beni e le attività culturali dello scorso 31 luglio costituisce un importante riconoscimento di ciò che è stato fatto, ma soprattutto uno stimolo per approfondire la ricerca archeologico-mineraria e proseguire nella valorizzazione culturale e paesaggistica di questi nostri territori. Ad esprimere la loro soddisfazione e a riconoscere lo stimolo a continuare la sindaca Alberta Ticciati e l'ex sindaca Rossana Soffritti, l'assessore alla Cultura Gianluca Camerini, il presidente della parchi Francesco Ghizzani Marcìa, l'architetta Annalisa Giorgetti, funzionaria dell’ufficio urbanistica comunale che ha seguito la procedura insieme alla Parchi, e l'archeologa Silvia Guideri che ha illustrato la complessità del percorso svolto.



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