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giovedì 19 ottobre 2017

Politica mercoledì 30 agosto 2017 ore 14:44

Discussa decisione sulla cava di Monte Calvi

Foto di repertorio

Approvato in Consiglio il rinnovo della concessione, ma dal Movimento 5 Stelle sottolineano gli aspetti negativi di questa scelta

CAMPIGLIA MARITTIMA — Il Consiglio comunale di Campiglia è ruotato intorno alla delibera per il rinnovo a tempo indeterminato della concessione di estrazione nella cava di Monte Calvi in scadenza nel 2018. Ciò fino a esaurimento dei volumi previsti. Dal Movimento 5 Stelle di Campiglia il no a questa decisione che ha comunque goduto dell'approvazione da parte della maggioranza.

"Il nostro voto è stato nettamente contrario", hanno detto in una nota i consiglieri Daniele Fioretti e Cristina Chesi pensando piuttosto a delle proposte alternative.

"Nella relazione di impatto ambientale redatta dal geologo incaricato dal Comune per la Vas si riporta un grafico molto interessante, sui possibili effetti negativi e positivi dell'atto, 6 voci sono di colore arancione con possibili effettivi negativi significativi su lotta ai processi di cambiamento climatico, salvaguardia della natura e della biodiversità, uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti, una è di colore verde con possibile effetto positivi significativo, condizioni socio-economiche e tutela dell'occupazione. Quindi è chiaro che ancora una volta quest'amministrazione sta barattando l'occupazione temporanea per qualche anno, con un certo peggioramento delle condizioni ambientali con ricadute su aria, acqua, suolo, morfologia del territorio, termalismo, incremento dei rifiuti, assetto idrogeologico, preservazione del patrimonio culturale (Parco di San Silvestro)".

"La superficie di attività estrattiva verrà aumentata di circa 3 ettari, la quale verrà utilizzata per il passaggio dei camion senza incrementare i volumi di escavazione. - hanno aggiunto - Osservando le cartine e la Vas possiamo notare che tale zona è interessata da zone di pericolosità da frana elevata Pfe, con un possibile rischio per i lavoratori impiegati nel perimetro". Per i consiglieri 5 Stelle inoltre è da valutare l'impatto di questa molta con l'interesse idrotermale dell'area.

Per i pentastellati le soluzioni tampone non servono. "Noi crediamo che sia possibile coniugare ambiente e occupazione gestendo la transizione e assicurando un futuro sia per i lavoratori che per l'ambiente e il turismo. - hanno commentato - Dovremmo impostare una politica virtuosa di riduzione dei volumi di escavazione aumentando al contempo l'attività di riciclo degli inerti, esistono esempi virtuosi sia in Italia che all'estero, ed è certificato che a parità di un volume di escavazione di 100mila metri cubi annui un impianto tradizionale occupa direttamente 9 persone, mentre un impianto di riciclo ne occupa 12, il 30 per cento in più". 

Sul fronte economico, inoltre, Fioretti e Chesi chiedono "che quest'amministrazione richieda il giusto canone di concessione alle attività estrattive, oggi fermo ad un decreto regio del 1927, e con le risorse poter investire nella transizione".

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