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mercoledì 22 maggio 2019

Lavoro giovedì 03 maggio 2018 ore 16:37

Verso l'accordo, fronte compatto per l'acciaio

Dal Consiglio di fabbrica i punti fermi in vista dell'accordo con il gruppo Jindal per Piombino. Adesso si aspettano la convocazione al Mise



PIOMBINO — Si è tenuto questa mattina il Consiglio di Fabbrica tra le Segreterie Fim-Fiom-Uilm e le Rsu Aferpi e Piombino Logistics per fare il punto della situazione a fronte delle ultime indiscrezioni emerse in merito alla trattativa tra Cevital e Jindal. "Risulterebbe, infatti, che in queste ore ci sia stata un'importante accelerata e sembra sia vicina la firma di un accordo tra le parti", hanno riferito a margine del consiglio. 

"Auspichiamo che gli esiti siano effettivamente positivi e vadano nella direzione indicata più volte dal Sindacato. Per questo motivo riteniamo necessaria una convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico di Fim-Fiom-Uilm con la presenza del gruppo Jindal per capirne le reali intenzioni, conoscere il suo Piano Industriale, finanziario, occupazionale e le tempistiche necessarie alla sua attuazione", hanno ribadito i sindacati. 

Un passaggio importante arrivati a questo punto, specie considerando che il 31 Dicembre scadrà la Cassa integrazione speciale in deroga.

"A chi critica l'operato di Fim-Fiom-Uilm ricordiamo che la vertenza Lucchini ha avuto inizio nel 2009 e che, pure tra molte difficoltà e senza l'inutile demagogia e populismo di molti, ci siamo sempre battuti per la salvaguardia del reddito e dell'occupazione dei lavoratori, chiedendo anche deroghe alle leggi per coloro che hanno terminato ogni forma di ammortizzatore sociale. Tutto il nostro impegno è rivolto a sostenere il polo siderurgico e la produzione di acciaio a Piombino perché, aldilà delle belle parole e promesse di diversificazione proposte dalla politica, rimane ancora oggi la sola speranza restituire un lavoro per tutti i lavoratori diretti e far ripartire l'indotto". 

Intanto resta l'attesa per una convocazione al Mise, proprio come aveva assicurato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. In caso contrario dalla metà di Maggio scatteranno tutte le iniziative per arrivare in un modo o nell'altro a Roma. 

Sul tavolo della trattativa ci dovranno sicuramente essere il piano per l'intera occupazione e per la produzione di acciaio da concretizzarsi nel più breve tempo possibile; di pari passo dovrà procedere l'attività di bonifica e di smantellamento per ridare una boccata d'ossigeno all'indotto. "Altrimenti - per Fim, Fiom e Uilm - il nuovo Governo dovrà garantire gli impegni assunti precedentemente tramite una nuova Amministrazione Straordinaria e con le relative coperture economiche per fare ripartire la laminazione di tutti e tre i treni di laminazione almeno fino all'arrivo di un imprenditore interessato ad investire nella siderurgia piombinese".



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