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lunedì 09 dicembre 2019

Politica lunedì 05 febbraio 2018 ore 11:42

Il documento Pd per il dopo Rebrab

Massimiliano Roventini, segretario Federazione Pd Val di Cornia Elba

"La piega che ormai ha preso la vicenda Aferpi impone una decisa iniziativa politica", così inizia il documento prodotto dalla Federazione Pd



PIOMBINO — La Federazione Pd Val di Cornia Elba ha prodotto un documento per fare il punto e individuare la strada da prendere visto che "la piega che ormai ha preso la vicenda Aferpi impone una decisa iniziativa politica e un disegno di governo coraggioso e praticabile".

Un documento che fa seguito alle recenti mosse del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda per l'insolvenza prospettica del gruppo Cevital e insistere per l'allentamento di Issad Rebrab (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"In questa situazione è fondamentale impostare una linea politica e di governo, almeno per le variabili di cui disponiamo, dicendo sin da subito con chiarezza verso la cittadinanza che in una vicenda con queste caratteristiche non tutte le variabili sono disponibili e programmabili perché si intersecano con l’articolazione del mercato mondiale, la riorganizzazione e le scelte dei grandi gruppi, la vicenda di Taranto, solo per fare alcuni esempi. - si legge nel documento - La ricerca di un nuovo partner industriale per la produzione di acciaio deve essere visto come un pezzo di un disegno di governo autonomo e più ampio. Per questo riteniamo che le riflessioni sul dopo Rebrab indicate nella mozione proposta dalla maggioranza e sostenuta dal gruppo di Ascolta Piombino, possano essere la base su cui costruire una politica che necessariamente dovrà fare i conti con l’esito e i tempi dell’uscita di Aferpi".

Quali sono le proposte contenute nel documento firmato da dal segretario di Federazione Massimiliano Roventini, Marcello Maio responsabile industria e il segretario dell'Unione comunale Ettore Rosalba? Cinque le proposte: in caso di nuova procedura pubblica di assegnazione delle aree industriali, si propone di non mettere a gara in blocco tutto il compendio, in particolare per le porzioni di territorio non più interessate da attività siderurgiche e più adiacenti alla città; di valutare, in questa ipotesi, la proposizione di un soggetto pubblico territoriale per acquisire la titolarità delle aree industriali dismesse al fine di gestire nel suo complesso la fase di bonifica, riconversione produttiva, urbanistica e del capitale umano, al fine di ricercare investitori a cui assegnare dette aree secondo criteri di mercato; di tenere fermi i criteri di attrazione di attività ad elevato valore aggiunto, ambientalmente sostenibili e di produzione di posti di lavoro; nel rispetto delle prerogative dell’Autorità Portuale di sistema, di avanzare il criterio di concessionare le aree demaniali marittime per sostenere i processi di diversificazione economica in coerenza con le nuove funzioni allocabili nelle aree industriali dismesse; di proporre un nuovo accordo di programma che si ponga l’obiettivo di affrontare poche e chiare priorità come bonifiche, infrastrutture, innovazione tecnologica e formazione con l’obiettivo di canalizzare tutte le risorse disponibili su questi assi specifici.



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