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mercoledì 22 gennaio 2020

Politica giovedì 22 settembre 2016 ore 18:42

"Questo territorio lo sta decidendo Cevital"

Riccardo Gelichi

Il consigliere di Ascolta Piombino pensa ai ritardi, alle varianti e ai progetti del piano industriale. Per Gelichi si doveva fare anche altro



PIOMBINO — La lista civica Ascolta Piombino si è sempre contraddistinta per il suo costante sguardo al turismo e a uno sviluppo economico complementare all'industria, ma di fronte al progetto Aferpi messo in campo per il futuro della città il consigliere Riccardo Gelichi non può far altro che auspicare una risoluzione in positivo. 

"Questo non ci esime dal dire che siamo stanchi di vedere ancora oggi quel retaggio monoculturale che si alimenta con la creazione di nemici immaginari, come gufi o cassandre, come se un qualsiasi elemento critico contenesse la benché minima forza per fermare un progetto di questa portata. - ha esordito il consigliere di Ascolta Piombino - La questione è quasi banale, all’epoca della 'Piombino non deve chiudere', una resistenza titanica al proseguimento del ciclo a caldo bruciava 700 milioni, oggi si cercano investimenti per 500. Come ci pare altrettanto banale il fatto che il viceministro Bellanova ritenga insufficienti 90 milioni d’investimenti; l’impressione a dire il vero, assume una parvenza di rimpallo delle responsabilità, tanto che qualcuno potrebbe chiedersi: ma prima di oggi, gli accordi quali erano? Il progetto, complesso e pluriarticolato fra dismissioni, bonifiche e progettazioni sono in evidente ritardo, tanto che il tema sta diventando il tempo". 

"Questo territorio lo sta decidendo Cevital: cosa va, dove e quando va. - ha aggiunto il consigliere comunale - Tre quarti del nuovo porto opzionati per la logistica, un progetto che chiede nuove aree vergini come il Quagliodromo e rilascia non si sa quando e come, parti di aree industriali adiacenti alla città, una 398 ancora in divenire che devia stranamente percorso". 

Per il consigliere sembra che, con la scusa di tutelare i lavoratori e offrire un progetto che regga le sorti della città, stia decidendo tutto l'imprenditore. "Avremmo preferito un approccio meno servente. - e ha concluso - Pur auspicando con forza che si arrivi alla fine e bene, del progetto Cevital, continuiamo a pensare che non doveva essere il progetto della città di Piombino, non dovevamo puntare ancora soltanto su un unicum; si poteva, si doveva fare molto altro".



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