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lunedì 26 agosto 2019

Lavoro venerdì 21 giugno 2019 ore 09:12

Uglm porta le pecche dell'era Jindal a Roma

"A Piombino non va tutto bene, anzi". Uglm si prepara all'incontro del 9 Luglio al Mise e pensa a un segnale forte per chiedere lavoro e sicurezza



PIOMBINO — "In un quadro generale sempre più preoccupante siamo riusciti ad ottenere la convocazione al Mise per Jsw steel Limited (Aferpi)", così la segreteria provinciale Uglm ha annunciato l'incontro previsto per il 9 Luglio sottolineando come in questi ultimi mesi l'azienda abbia assunto sempre più una gestione unilaterale. 

Gestione unilaterale se si pensa agli ultimi avvenimenti elencati da Uglm: "la notizia ufficiale della modifica di denominazione sociale di Aferpi, comunicazione giunta alle organizzazioni sindacali a cambio di insegna, avvenuto da giorni, all'entrata dello stabilimento; i buoni welfare negli ultimi anni erogati a Luglio, per quest'anno la loro consegna è prevista per metà Settembre, le motivazioni addotte dall'azienda per giustificare tale slittamento sono state poco convincenti come se non vi fosse la conoscenza della difficoltà economica di molti lavoratori; la comunicazione data alle Rsu dell'inizio di un programma di riduzione costi presentato come una sorta di pseudo riorganizzazione; la mancata continuità produttiva dei treni di laminazione, ad oggi non è dato conoscere i programmi per Luglio e Agosto; la vicenda del capannone tempra delle rotaie di cui i soli firmatari sono stati Giuliani e Rossi senza Jindal; gli acciai al piombo e la loro continua sperimentazione senza conoscere i risultati e capirne le finalità di una tipologia di lavorazione dismessa, da tempo, visto l'aspetto impattante sulla salute dei lavoratori; le dimissioni improvvise dell'ad Azzi e l'entrata, nel consiglio di amministrazione di Jsw di Carrai". 

"Questo è il quadro che come Uglm presenteremo al Governo, la cui gravità, a nostro avviso, dovrebbe essere preceduta da un segnale forte da parte di un territorio che chiede, con forza, lavoro e sicurezza. Dobbiamo riportare Piombino come vertenza nazionale e con i lavoratori protagonisti. A tal fine valuteremo, nei prossimi giorni, la possibilità di organizzare dei pullman a supporto della delegazione con il fine di evidenziare al Governo la reale criticità della situazione che stiamo vivendo. - hanno annunciato dal sindacato - A Piombino non va tutto bene, anzi. Non è accettabile che una multinazionale abbia rilevato una fabbrica, un tempo secondo polo siderurgico italiano, con mille promesse ad oggi non mantenute. Un'azienda che riesce a far lavorare a mala pena 300/ 400 persone sfruttando al limite massimo impianti oramai vetusti, che lascia 1500 persone a carico dello Stato con ammortizzatori sociali dal futuro incerto. Non è accettabile che si cerchino agevolazioni e le si pretendano dal Governo senza garanzie di continuità del lavoro ed investimenti immediati. Leggiamo ogni giorno che Jindal investe in ogni parte del mondo ad eccezione di Piombino".

E concludono: "Chiederemo questo al Governo, esigendo un controllo maggiore su un imprenditore che deve presentare un piano industriale preciso e dettagliato. Ma anche una nota di grande rilievo a quel tavolo dovrà avere la tematica delle bonifiche e degli smantellamenti. Un capitolo di cui non si sente più parlare da tempo dimenticando il rischio amianto presente e le potenzialità di spazi oggi totalmente inutilizzati".

Nell'attesa dell'incontro del 9 Luglio al Mise, Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato una serie di assemblee per i lavoratori.



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