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venerdì 22 novembre 2019

Lavoro domenica 12 agosto 2018 ore 15:11

Ora sventolano anche le bandiere del Camping Cig

Per il coordinamento la lotta non è finita, per questo la decisione di affiancarsi alle bandiere dell'Usb riposizionate sul cavalcavia



PIOMBINO — Fiom, Fim e Uilm hanno rimosso le proprie bandiere dalla storica postazione del cavalcavia di accesso verso lo stabilimento siderurgico di proprietà Jsw Steel. Un gesto interpretato da molti come il cessato stato di agitazione e di lotta, che segna l'inizio della normale contrattazione con la nuova proprietà.

Qualcuno ha rimosso anche le bandiere di Ugl e Usb, sindacati che non hanno per nulla condiviso questa mossa e tantomeno la normalizzazione della contrattazione (leggi qui sotto gli articoli correlati). Lo stesso Camping Cig aveva invitato a non rimuovere le bandiere perché il percorso con il nuovo proprietario dell'acciaieria piombinese è appena iniziato. Il coordinamento è tornato a dire la sua.

"Noi riteniamo che gli interrogativi non risolti, come emergono dalla lettura dei documenti ufficiali ad oggi disponibili sono tanti e tali che dovrebbero obbligare a continuare la mobilitazione sia verso le istituzioni, che hanno firmato una pericolosa cambiale in bianco, che verso la stessa azienda, che prende tanto e cede molto poco in termini di certezza dell'occupazione e del rilancio dello stabilimento. - hanno esordito in una nota il Camping Cig - Oggi ci preme esprimere solidarietà a Usb e Uglmet per il sopruso di cui sono state vittime: annunciamo che esporremo la nostra bandiera accanto alle loro, a sottolineare che la lotta non è affatto finita". 

Per il Camping Cig però c'è qualcos'altro, soprattutto dopo che anche loro si sono visti rimuovere il loro striscione alla rotonda della Sol.

"Ci preme inoltre denunciare lo strisciante clima di censura e chiusura degli spazi di espressione e contestazione che si sta instaurando a Piombino. - hanno commentato - Da parte delle forze di governo locale e dintorni, si è iniziato con l'attacco ai membri del nostro Coordinamento, rei di aver leso il decoro della città con l'incatenamento ai cancelli del Rivellino; si è proseguito con la rimozione forzosa dello striscione posto all'ingresso della città; si è provveduto persino a modificare il regolamento di polizia locale, vietando le manifestazioni nelle zone più significative per le lotte operaie e sociali a Piombino. Oggi si prosegue, con mano anonima, a trafugare bandiere esposte in una posizione storicamente simbolica per le lotte sindacali. Questo clima non ci piace affatto. Facciamo appello - hanno concluso - ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali, ai politici e ai cittadini fedeli ai valori democratici della Costituzione Repubblicana, perché questa deriva cessi e si inverta".



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