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lunedì 25 marzo 2019

Politica mercoledì 25 luglio 2018 ore 09:01

Pianificazione unitaria? "Contraddizioni del Pd"

Sono le liste unite dalla Val di Cornia a sollevare i dubbi e a sottolineare le contraddizioni che emergono con il progetto di pianificazione unitaria



PIOMBINO — I loro dubbi, le liste civiche unite della Val di Cornia, li avevano espressi quando l'idea di una pianificazione unitaria era stata proposta nell'ambito di una conferenza stampa dalla Federazione Pd Val di Cornia. 

Ora, con le linee strategiche presentate dai sindaci, le liste Un'altra Piombino, Comune dei Cittadini, Assemblea Popolare Suvereto e Assemblea Sanvincenzina tornano a palesare i loro dubbi sulle azioni dei sindaci.

"Facile parlare di prospettive di rilancio economico ma le contraddizioni sono evidenti e insormontabili. - hanno detto in una nota congiunta - I comuni che oggi voglio pianificare insieme il territorio non solo stanno da anni agendo ciascuno fieramente per proprio conto, ma hanno persino perso ogni nozione di pianificazione territoriale. Ciò che ha caratterizzato la politica urbanistica è stata la variante. Quella che dovrebbe essere l'eccezione, il caso particolare, la deroga è diventata la prassi, l'unica ed indiscutibile modalità di intervento in campo urbanistico.

L'assenza di una visione strategica del territorio ha prodotto un caos mai visto in campo urbanistico e nelle mille varianti le contraddizioni si accumulano rendendo sempre più palese l'inesistenza di un pur vago progetto di interesse pubblico per i nostri comuni".

Oltre ai dubbi, le liste unite si domandano quale sia il modello da seguire. "Quello della Variante di Rimigliano? Un atto che concede ancor più seconde case in una tenuta agricola che perderà per sempre le caratteristiche paesaggistiche e territoriali che ha miracolosamente conservato. Il modello da seguire è forse la variante Aferpi? L'annientamento del ruolo del pubblico che rinuncia alle proprie competenze appaltando al primo venuto la pianificazione urbanistica di 900 ettari di territorio in barba ad ogni possibilità di riconversione delle aree nell'ottica della diversificazione economica. Forse la strategia è nel distretto estrattivo regionale? Un territorio che non vede destino migliore per le proprie colline. Si crede che il futuro sia quello di urbanizzare la Costa Est snaturando i caratteri attrattivi dell'area? In altre epoche si è pensato che evitare le massicce urbanizzazioni della costa rappresentasse il miglior modo per tutelare il futuro del nostro territorio e delle nostre comunità. Se oggi esiste il parco della Sterpaia lo dobbiamo ad una scelta di un'altra classe dirigente che ha capito quale fosse la reale potenzialità dell'area e l'ha sottratta all'abusivismo. Se oggi il promontorio di Populonia non accoglie un milione e ottocentomila metri cubi di cemento, lo dobbiamo a una scelta politica di oltre quarant'anni fa che ci ha consegnato un patrimonio di inestimabile valore che sarebbe andato viceversa perduto per sempre con un netto impoverimento collettivo".

"Ancor più eclatante - hanno concluso - si vorrebbe inaugurare una nuova fase di politiche sovracomunali dimenticandosi dell'esistenza del comune di Suvereto".



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