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sabato 20 aprile 2019

Attualità mercoledì 13 febbraio 2019 ore 19:03

Punti Blu, il Comune impugnerà la sentenza

Per l'Amministrazione si è operato nel rispetto della normativa applicando l'art. 37 del Codice della Navigazione. Interrogativo sugli altri Punti Blu



PIOMBINO — In merito alla decisione del T.A.R relativa alla procedura di assegnazione dei 5 chioschi con possibilità di noleggio ombrelloni e sdraio sulle spiagge di Baratti e Costa Est, interviene Maurizio Poli, dirigente del Comune di Piombino, responsabile del Demanio.

“L’amministrazione comunale ha operato, come da sempre accade e come accade nelle altre realtà del territorio nazionale, applicando l’articolo 37 del Codice della Navigazione per il rilascio delle concessioni demaniali marittime. – ha affermato Poli – In base a questo articolo, infatti, le domande di concessione pervenute dai soggetti interessati, che sono state numerose, sono state pubblicate all’albo pretorio e allo stesso tempo sono state rese pubbliche, per coloro che lo richiedevano, le proposte progettuali di gestione di ogni concorrente. Tutto questo perché, trattandosi di concessioni demaniali marittime rilasciate su istanza di parte e non sulla base di una gara pubblica, il Codice della Navigazione prevede che la pubblicazione della proposta avvenga per trenta giorni e sia sottoposta a osservazioni anche da parte di cittadini terzi, a tutela dei propri diritti, e non solo per le eventuali offerte concorrenti. Il Tar contesta questo, e ritiene che le domande di concessione dovevano essere pubblicate solo per la parte relativa alla domanda di concessione, senza rendere pubbliche le proposte progettuali e imputando al Comune di aver violato il principio di concorrenzialità".

"C’è pertanto da chiedersi - ha aggiunto Poli - quali osservazioni ed opposizioni, peraltro previste per legge, potrebbero essere formulate dagli aventi diritto se la proposta progettuale rimanesse in busta chiusa e non resa pubblica dal momento che, decorso il periodo delle pubblicazione, nulla sarebbe stato più possibile. La recente sentenza del Tar, inoltre, sostiene che l’art. 37 possa essere applicato con correttivi che rimandano sostanzialmente al Codice degli appalti. Così facendo, però, sarebbe lesa la filosofia del Codice di navigazione che mira ad affidare il bene a chi presenta progetti di maggiore valorizzazione turistico-economica del bene, dando minore peso al valore del canone demaniale che normalmente non viene utilizzato come criterio di aggiudicazione. Diversamente, nelle procedure a istanza di parte come queste, applicando i correttivi di segretezza richiesti, il canone potrebbe diventare l’elemento fondamentale nell’aggiudicazione. A conferma della complessità del quadro normativo, la stessa sentenza del Tar ha compensato le spese legali proprio in ragione della scarsa chiarezza del quadro normativo in materia”. 

In base a tutto questo, l’Amministrazione comunale, ritenendo di aver agito correttamente, impugnerà la sentenza al Consiglio di Stato tenuto conto anche che una sentenza del 2017 di quest’ultimo organo, contrariamente all’orientamento del Tar ha ritenuto conforme ai principi europei l’applicazione dell’articolo 37 del Codice della Navigazione.

"Lo sforzo che stiamo facendo è quello di capire se è possibile, alla luce della sentenza e nelle more del ricorso al Consiglio di Stato, consentire l’avvio degli altri Punti Blu per i quali molti giovani hanno manifestato interesse e riposto attese di lavoro. Un fatto, questo, che per effetto del ricorso non è possibile stabilire al momento”, ha concluso.



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