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domenica 22 settembre 2019

Attualità venerdì 04 agosto 2017 ore 11:05

Riecco Jindal, Giuliani cauto e condanna i ritardi

Massimo Giuliani

Il nuovo interessamento di Jindal può rappresentare un passo avanti, ma anche per il sindaco Giuliani servono fatti concreti e stop ritardi



PIOMBINO — "Apprendo positivamente da Governo e Regione la notizia che vede un rinnovato interesse del gruppo indiano capitanato da Jindal sullo stabilimento di Piombino. Vedremo, con l'auspicio di tempi brevi, se Jindal avrà intenzione far parte di un progetto comune per il rilanciato del nostro comparto siderurgico. Un progetto che, se confermato da fatti concreti, potrebbe assicurare un deciso passo in avanti per tornare a produrre acciaio". A dirlo è stato il sindaco Massimo Giuliani in un post pubblicato su Facebook commentando i recenti incontri avvenuti per il futuro dello stabilimento Aferpi (leggi gli articoli correlati).

"L'obiettivo, non esclusivo, resta quello di produrre acciaio, come ho ripetuto in altre occasioni, con l'ambizione di vederci proiettati in un futuro che non disconosce le nostre radici industriali e vuole veder praticata una produzione ecocompatibile. La nostra massima attenzione quindi perché, senza accumulare ulteriori ritardi, siano chiari i termini di interlocuzione tra Rebrab e Jindal, per il doveroso interesse pubblico, le ricadute occupazionali e produttive che questo investimento avrebbe sul territorio assieme agli assi di sviluppo logistico e agroalimentare. - e ha aggiunto - Con l'obiettivo non residuale di diversificare la nostra economia approfondendo anche altre fonti di sviluppo (pmi, commercio e artigianato, turismo, sport..). Di certo l'acciaio non può e non deve escludere gli altri motori di sviluppo, per rispondere in modo adeguato alla domanda occupazionale e dare opportunità solide di reinserimento lavorativo ai tanti che ne sono usciti in questi anni. Credo infine che, al di là delle parole, a questo punto il territorio, istituzione, sindacati, i cittadini abbiano bisogno di fatti concreti. Altri ritardi non sono più tollerabili", ha concluso.



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