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lunedì 16 settembre 2019

Attualità lunedì 12 novembre 2018 ore 14:42

Rimateria, bocciata la proposta di referendum

Una delle due commissioni referendaria ha espresso la sua e bocciato la proposta di referendum per il progetto della discarica Rimateria



PIOMBINO — Il primo quesito referendario in merito ai progetti di ampliamento per la discarica Rimateria è stata bocciata. Rigettata dunque la proposta di referendum per raccogliere il parere della cittadinanza sull'ampliamento della discarica (leggi qui sotto gli articoli correlati). Mercoledì la commissione dovrà esprimersi sul secondo quesito.

La prima commissione, composta dal presidente Angelo Trotta (presidente del Consiglio Comunale) e dai commissari Maria Luisa Massai (segretario comunale), Maurizio Poli (dirigente Servizi Affari legali), Federico Paradisi (responsabile Servizio elettorale), Fabrizio Callaioli (esperto indicato dal Comitato promotore) e Renzo Grassi (esperto indicato dal sindaco), ha bocciato il quesito: Sei d’accordo che una parte delle azioni di Rimateria possedute da Asiu, e quindi indirettamente anche dal Comune di Piombino che di Asiu è il maggiore azionista, vengano vendute, potendo così dei privati diventare proprietari della maggioranza delle azioni di RiMateria che gestisce lo smaltimento dei rifiuti speciali a Ischia di Crociano nel Comune di Piombino?.

La seconda commissione, composta da Angelo Trotta (presidente del Consiglio Comunale) e dai commissari Maria Luisa Massai (segretario comunale), Maurizio Poli (dirigente Servizi Affari legali), Federico Paradisi (responsabile Servizio elettorale), Francesco Ferrari (esperto indicato dal Comitato promotore) e Renzo Grassi (esperto indicato dal sindaco), ha bocciato il quesito: Sei d’accordo che venga attuato a Ischia di Crociano nel Comune di Piombino il progetto presentato da RiMateria che prevede tra l’altro sull’area denominata LI53 una nuova discarica per rifiuti speciali, che potranno provenire anche dal di fuori del nostro comprensorio, da 2.5 milioni di metri cubi?. 

Le ragioni che avrebbero spinto a non approvare la richiesta di referendum sembrerebbero essere legate alla non esclusiva competenza comunale. 



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