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martedì 20 novembre 2018

Attualità mercoledì 07 novembre 2018 ore 14:56

Rimateria fa il punto sulla discarica e i progetti

La presidente Claudia Carnesecchi

Dai tempi della copertura al perché dei cattivi odori, da Rimateria hanno fatto il punto anche sulla vendita delle quote ai privati e la fideiussione



PIOMBINO — Nuovo incontro aperto alla cittadinanza organizzato da Rimateria per fare il punto su opere e progetti per la discarica, compresa la vendita del nuovo pacchetto azionario al socio privato. In questa occasione la presidente Claudia Carnesecchi e il direttore Luca Chiti hanno risposto alle domande dei cittadini intervenuti e illustrato i loro piani.

Sulla vendita del secondo pacchetto azionario la vendita non si è ancora concretizzata, si dovrà aspettare l'assemblea dei soci Asiu. “L'offerta di Navarra spa è stata giudicata valida e pertando stiamo aspettando che l'assemblea dell'Asiu proceda all'aggiudicazione provvisoria. - ha detto la presidente Claudio Carnesecchi - Non crediamo di aver fatto le cose di corsa, ho sentito dire che con il nostro operato avremmo voluto intervenire nel dibattito sul referendum. Non è così, quelli sono argomenti che non ci competono. Noi abbiamo svolto l'incarico che ci era stato affidato dalla proprietà”. 

Altri cittadini hanno interrogato la presidente Claudia Carnesecchi sull'attuale composizione azionaria dell'Asiu. Come illustrato da Carnesecchi: “57,75 per cento Asiu, 30 per cento Unirecuperi, 12,25 per cento Lucchini in amministrazione straordinaria”. A ulteriore quesito su cosa accadrà se entrasse il nuovo socio Navarra acquistando un altro 30 per cento, la presidente Carnesecchi ha spiegato che l'Asiu in liquidazione resterà con il 27,75 per cento di quote azionarie e i tre Comuni che nel luglio 2016 decisero di restare in Rimateria si divideranno quel pacchetto azionario secondo proporzioni già stabilite e che rispecchiano i rapporti azionari attualmente vigenti tra i tre comuni diventando così soci diretti in Rimateria. Le amministrazioni comunali interessate sono Piombino, San Vincenzo e Campiglia Marittima.

Chieste spiegazioni sui cattivi odori che si sprigionano dall'area di Ischia di Crociano. Luca Chiti ha spiegato che nei giorni scorsi ci sono stati dei lavori per l'installazione della sezione di purificazione del biogas che hanno comportato l'interruzione della torcia che brucia i gas. “Comunque – ha affermato il direttore – le maleodoranze odierne non sono paragonabili a quelle degli anni precedenti e anche solo di pochi mesi fa”. Chiti ha invitato i presenti a prestare attenzione più che ai cattivi odori, che non comportano danni alla salute, ai pericoli che provengono dai cumuli di Paf o dall'amianto che si libera nelle strutture industriali fatiscenti: quelli non hanno odore ma sono davvero pericolosi.

Le opere di captazione e sfruttamento dei biogas vedono attualmente 58 pozzi funzionanti, ne mancano 15 che si trovano nella zona dove la coltivazione è ancora in corso e, come è stato spiegato nella riunione, è necessario attendere che si concluda per poter lavorare. Nelle prossime 2-3 settimane verranno posizionati e attivati i due motori per la produzione di energia elettrica.

Sulla questione fideiussione, la presidente Carnesecchi ha fatto sapere che "la pratica è alla valutazione dell'avvocatura regionale. Per quanto ci riguarda siamo pronti a far fronte agli impegni e a difendere gli interessi dell'azienda. Quella vicenda nasce in un momento di emergenza provocata dallo stop di due mesi imposto dal sequestro giudiziario dell'impianto. Un'emergenza che abbiamo superato”. Carnesecchi ha anche annunciato che entro Dicembre “contiamo di restituire il prestito al Comune di Piombino purché l'azienda riesca a sottoscrivere il finanziamento con Monte Dei Paschi che è in fase istruttoria da ormai quasi due anni e che ha subito continui ritardi a causa delle vicende giudiziarie, del ritardo nella cessione dei pacchetti azionari e del clima sociale/politico le cui possibili ripercussioni non possono che preoccupare il sistema bancario”.

Presentati nell'ambito dell'incontro anche altri progetti che interesseranno la discarica. Convocata la conferenza dei servizi per la variante sostanziale (da 71A a 71C, ovvero da rifiuti speciali non pericolosi inorganici a rifiuti speciali non pericolosi misti, come quelli coltivati attualmente) che ha lo scopo di dare continuità di coltivazione nella cosiddetta area di sutura, quella che viene chiamata anche cono rovescio. Dopo il parere della conferenza dei servizi toccherà alla Regione decidere.

Per quanto riguarda la pratica di Via relativa al progetto di ampliamento della discarica Rimateria, la Regione ha trasmesso a Rimateria una sessantina di pareri da parte degli organi competenti e 24 osservazioni della cittadinanza. “Proprio in queste ore stiamo completando le risposte a tutte e fornendo alla Regione le informazioni richieste”, ha spiegato il direttore Chiti.

Passando a parlare dei lavori che riguardano la raccolta e la gestione controllata del percolato della discarica, Luca Chiti ha spiegato che tre dei sei pozzini sono stati rifatti ex novo, altri due saranno ultimati entro la primavera, mentre l'ultimo, il cui intervento manutentivo è da considerarsi preventivo in quanto ancora funzionante, ha tempi di programmazione più lunghi legati alle modalità di chiusura della discarica.

Infine, Rimateria ha iniziato l'attuazione del programma di opere idrauliche. E' stato presentato ad Arpat il piano di indagini per costruire il tunnel lungo 250 metri e alto oltre due metri che passa in area Sin. L'opera è ritenuta indispensabile per procedere alla copertura in toto della discarica e prevedere la raccolta dell'acqua piovana quando la discarica sarà coperta e impermeabilizzata. Il direttore Chiti a comunicato che “a metà del 2024 sarà completato il sistema di scarico idraulico e tutta l'area della discarica potrà essere coperta tranne le zone interessate dalla coltivazione della sutura”.



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