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Attualità sabato 04 aprile 2020 ore 13:55

"L'Asl lascia fuori la pneumologia di Villamarina"

Gianluigi Palombi, assessore comunale alla Sanità

Per Ferrari e Palombi bene il centro riabilitazione Covid a Campiglia ma Villamarina è ancora marginalizzata e incomprensibile la scelta dell'Asl



PIOMBINO — "La politica di marginalizzazione dell'ospedale piombinese di Villamarina continua senza sosta anche in questo terribile periodo di emergenza. E continua nonostante il nostro sia il nosocomio di riferimento di un intero territorio.", la denuncia del sindaco Francesco Ferrari e dell'assessore alla Sanità Gianluigi Palombi.

Pur accogliendo positivamente la notizia che da lunedì la struttura di riabilitazione di Campiglia Marittima diventa centro di riferimento dell’Area Sud dell’Asl per la riabilitazione dei pazienti in uscita dalle terapie intensive negativizzati al Covid-19, il sindaco Francesco Ferrari e l'assessore alla Sanità Gianluigi Palombi con rammarico registrano la totale mancanza di collaborazione sul progetto di Piombino.

"L'Asl, infatti, coinvolge i professionisti dell’ospedale di Cecina ma lascia fuori, incomprensibilmente, la pneumologia dell’ospedale piombinese, che vanta tradizione e grande esperienza nel campo della diagnosi e cura delle malattie polmonari: - hanno sottolineato in una nota - proprio per le caratteristiche epidemiologiche del nostro territorio, Villamarina ha rappresentato e rappresenta tutt’ora un assoluto punto di riferimento per i pneumopatici di un vasto territorio. Tra l’altro la contiguità dell’ospedale di Piombino con Campiglia, rispetto a Cecina, rende questa decisione del tutto inspiegabile.
Ma ciò che forse sorprende di più è che questa scelta va nella direzione opposta al modello dell’ospedale unico Piombino-Cecina, che da quest’anno, è diventato realtà". 

"Un progetto - hanno aggiunto - fortemente voluto dalla Regione e dai Comuni del territorio, amministrati dal Partito Democratico. Un progetto che, tuttavia, di fatto stenta a decollare, mostrando già i primi inequivocabili segni di fallimento.
Le scelte delle ultime ore, infatti, sembrerebbero dimostrare che il vero intento è il rafforzamento dell’ospedale di Cecina e l’ulteriore ridimensionamento di quello di Piombino. Se questo è il reale progetto, altrettanto realmente il Comune di Piombino si opporrà con tutti i mezzi all’ennesimo tentativo dissennato di smantellamento della nostra sanità".

Anche nei giorni scorsi l'assessore Palombi aveva sottolineato le problematiche legate all'ospedale di Piombino "frutto di una politica di ridimensionamento, se non addirittura smantellamento, degli ospedali periferici. Anche in questa delicatissima fase i professionisti dell’ospedale piombinese stanno lavorando con efficienza e professionalità assicurando alla comunità della Val di Cornia standard sanitari di ottimo livello.
Tuttavia, allo stato attuale, sono presenti alcune criticità che richiedono interventi rapidi da parte dell’Azienda Sanitaria: il riferimento è in particolare all’unità di Anestesia e rianimazione, che opera ormai da molti mesi con un organico ridotto che era integrato da alcuni anestesisti provenienti da altre zone ma che attualmente, vista l’emergenza Coronavirus, devono prestare servizio nelle loro strutture abituali. Accanto a questa vera e propria emergenza, rimangono invariate le criticità già più volte denunciate: la mancanza di un primario e, più in generale, di personale in Cardiologia e Ortopedia; l’Urologia e la Ginecologia lavorano sotto organico, senza contare la chiusura del Punto nascita di cui ancora non conosciamo il futuro". 

E si conclude: "Al netto del momento di estrema gravità che sta mettendo sotto pressione tutta la sanità nazionale e regionale, appare chiaro che, al termine di questa emergenza sanitaria, un rafforzamento dell’ospedale Villamarina non sia più derogabile: pretendiamo che l’ospedale cittadino riacquisti quei servizi essenziali necessari a tutelare la salute della nostra comunità. Piombino in queste ore sta dimostrando il proprio valore e la propria generosità, anche per questo merita le stesse garanzie e gli stessi servizi sanitari degli abitanti di altre città”.



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