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domenica 18 agosto 2019

Lavoro martedì 06 febbraio 2018 ore 16:42

Aferpi: parte la diffida, intanto rispunta Jindal

Sì all'accelerata per la vertenza Aferpi che procede su due fronti: si va avanti per lo stato di insolvenza e Rebrab conferma la trattativa con Jindal



ROMA — L'incontro al Ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Aferpi è partito da dove era stato interrotto lo scorso martedì ovvero con la richiesta al tribunale di Livrono dell'insolvenza per Cevital, la società di Issad Rebrab oggi proprietaria dello stabilimento siderurgico di Piombino.

All'incontro erano presenti il ministro Carlo Calenda, la viceministra Teresa Bellanova, il commissario Piero Nardi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di Piombino Massimo Giuliani, il vicesindaco Stefano Ferrini, i rappresentanti sindacali nazionali e territoriali.

"Il ministro ha infomato che oggi è partita la diffida al collegio sindacale di Aferpi per la convocazione dell'assemblea che dovrà essere tenuta entro 15 giorni, in quanto a un mese di distanza dalla prima richiesta formale quella assemblea deve esprimersi ed assumersi la responsabilità sullo stato di insolvenza di Aferpi. Trascorso questo termine il ministro ha annunciato che presenterà le due istanze, di insolvenza per Cevital e di amministrazione straordinaria per Aferpi. Successivamente i tempi previsti per queste due istanze sono: immediato per l'amministrazione straordinaria e un mese dalla presentazione della richiesta per l'insolvenza". 

Tempi stretti, insomma, specie in vista della nuova gara per le rotaie di Ferrovie dello Stato a cui Aferpi, continuando così, rischia di non poter partecipare. Questo il punto fatto in una nota da Fim, Fiom e Uilm a seguito dell'incontro al mise durato circa trenta minuti.

Conferme dal ministro sono arrivate in merito alla lettera inviata da Cevital in cui l'imprenditore ha dichiarato di voler incontrare Jindal per il futuro dello stabilimento piombinese. In caso di accordo confermato da un atto formale, il ministro sarà pronto a bloccare le procedure e riconvocare le parti.

"Fim, Fiom e Uilm, - hanno aggiunto - con tutte le cautele del caso dettate dalla complessità della procedura, esprimono un giudizio positivo in quanto non solo sono state confermate le anticipazioni del precedente incontro ma registrano quell'accelerazione richiesta che tende a delineare un quadro di prospettive che, sia nel caso del commissariamento che della cessione dello stabilimento, portano a una discontinuità e aprono alla possibilità di tornare a produrre acciaio".

Il prossimo incontro al Ministero dello Sviluppo economi è stimato tra una settimana o dieci giorni. Intanto per domani alle 10 è convocato il Consiglio di fabbrica per i soli delegati Rsu e i segretari sindacali; dalle 15 presso la saletta del Consiglio di fabbrica i sindacati incontreranno i lavoratori interessati ad avere dettagli sull'incontro romano.

Dina Maria Laurenzi
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