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mercoledì 11 dicembre 2019

Attualità venerdì 15 novembre 2019 ore 08:25

Maltempo, sindaci chiedono tavolo di concertazione

Sono i sindaci della Val di Cornia a chiedere a Regione e Protezione Civile un tavolo di concertazione per meglio gestire i casi di allerta meteo



VAL DI CORNIA — I sindaci Francesco Ferrari (Piombino), Alberta Ticciati (Campiglia Marittima), Alessandro Massimo Bandini (San Vincenzo), Jessica Pasquini (Suvereto) e Alessandro Scalzini (Sassetta) hanno firmato una richiesta alla Regione Toscana per meglio gestire le situazioni di maltempo e allerta meteo.

"I cambiamenti climatici stanno causando sempre più spesso situazioni di rischio idrogeologico e fenomeni meteorologici, con una frequenza ed una intensità maggiore rispetto al passato. - hanno esordito - Uno dei compiti primari del sindaco è quello di saper garantire in ogni situazione la sicurezza della propria comunità, sia come singoli individui che come collettività ed ha anche il potere, quale ufficiale di governo, di emanare provvedimenti contingibili ed urgenti a tutela della pubblica incolumità e sicurezza dei cittadini".

In questo, come si apprende nella nota, rientra la recente normativa di riordino del sistema nazionale di Protezione Civile che ha inoltre affidato nuove responsabilità ai sindaci come autorità di protezione civile che assumono la direzione dei servizi di emergenza sul territorio comunale. 

"Il sindaco deve mettere in atto ogni attività di informazione e azione di prevenzione, volta ad assicurare l'incolumità dei propri cittadini utilizzando i mezzi in suo possesso, tra questi rientra l’ordinanza di chiusura delle scuole". 

"Nella piena consapevolezza del loro ruolo, ma anche delle sempre più frequenti e ravvicinate allerta meteo diramate dal Sistema di Protezione Civile Regionale, - hanno concluso - i sindaci chiederanno un tavolo di concertazione con Regione Toscana affinché il sistema di previsione e rilevazione del rischio venga maggiormente affinato nel futuro e si possa così garantire la sicurezza, senza creare disagio ai cittadini se questo non è strettamente necessario rispetto al reale rischio".



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