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Attualità domenica 20 novembre 2022 ore 08:02

Il torello mansueto e il mistero del Frassine

Foto di Patrizio Avella

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia Gordiano Lupi descrive un piccolo scorcio della Maremma e la sua storia



MONTEROTONDO MARITTIMO — Il Santuario del Frassine si trova nella bassa provincia di Livorno, tra Monterotondo Marittimo e Suvereto, e da Piombino si raggiunge in poco più di mezz’ora di auto. Si tratta di un posticino tranquillo e ameno per fare una scampagnata a primavera ed è pure una chiesa molto richiesta per matrimoni e battesimi. Ci vanno anche i pellegrini, soprattutto il venticinque aprile, giorno di un’importante festa civile ma anche data simbolo della Madonna del Frassine.

Ricordo che ai tempi in cui il mondo era diviso in due blocchi (pare un secolo fa…) i comunisti facevano festa a Suvereto con le bandiere rosse e i democristiani andavano al Frassine. A parte questo ancora oggi nella chiesa si conserva una statua di legno della Madonna che la leggenda dice scolpita in cedro del Libano. Il tempio è stato restaurato nel 1974, adesso si sta lavorando per razionalizzare gli ex voto e per sistemare affreschi e reperti in un vero e proprio “museo dei miracoli”. Qui si conservano immagini dipinte di buon valore, tavolette del XIX secolo che fanno rivivere buona parte della storia della Val di Cornia e rappresentano i miracoli attribuiti alla Madonna. Troviamo uno spaccato di vita con le principali tipologie lavorative della zona: crolli nei cantieri edili, incidenti causati dal bestiame utilizzato nel lavoro dei campi, sinistri stradali. C’è anche una tavoletta del 1945 che raffigura un uomo miracolosamente illeso dopo essere stato calpestato da un cavallo.

La chiesa sorse su di un tronco di frassino che ancora adesso sorregge la statua della Madonna e si può ammirare da una porticina dietro l’altare maggiore. Qui si notano anche importanti affreschi del 1400 che raffigurano gli evangelisti Marco e Matteo con i loro simboli, mentre Luca e Giovanni sono stati consumati dal tempo, però una volta c’erano. Ma a noi quel che interessa sono le leggende, i misteri, le cose che non hanno una spiegazione razionale e allora ascoltiamo il frate francescano che ci racconta la storia del santuario.

San Regolo portò in Val di Cornia la statua della Madonna. Regolo è il vescovo evangelizzatore di tutta la vallata insieme ai santi Giusto, Felice, Cerbone, Clemente e Ottaviano. Tutti scappavano dall’Africa dove erano perseguitati in modo feroce. Regolo si stabilì al Frassinecon la statua della Madonna e visse in un bosco fino al 545, anno in cui il re Totila lo condannò a morte. Dopo questo fatto la statua venne trasferita nell’Abbazia di San Pietro a Monteverdi. Nel 1252 i conti Pannocchieschi, che non ne potevano più di stare sottomessi alla Chiesa, incendiarono il convento e uccisero tutti i religiosi. Si salvò soltanto Mariano che portò via la statua e nella fuga la depose ai piedi di un frassino. Per un secolo tutti credettero che l’immagine lignea della Madonna fosse stata distrutta nell’incendio, poi ecco il mistero che ci interessa. Il pastorello Folco, mentre porta le bestie al pascolo, si accorge che uno dei suoi torelli ha un comportamento inconsueto. La bestia lascia la mandria al mattino e torna a tarda sera tranquillo e docile come un agnellino. Ora si sa che i torelli di Maremma non sono bestie mansuete. Tutt’altro. Ma il torello di Folco lo diventa ogni volta che entra nel bosco. È così che il pastore si decide a seguirlo e si rende conto che il torello va sotto un frassino e là si inginocchia in espressione di adorazione. Folco sulle prime si infuria e bastona l’animale, ma una voce lo fa sussultare: “Cosa ti ha fatto? Perché lo percuoti?”. È la statua della Madonna che parla, nascosta tra i rami del frassino. Il ritrovamento ha del miracoloso (la statua era di legno) e gli abitanti di Monterotondo portano la statua in processione nella Chiesa del paese. Dopo pochi giorni però l’immagine sparisce e viene ritrovata di nuovo tra i rami del frassino. Tutti si convincono che la Madonna vuole essere venerata in quel luogo dove per anni ha sopportato l’inclemenza del tempo e là edificano una cappella che oggi è diventata un santuario.

In tutta questa storia c’è qualcosa che non torna. Infatti la statua che adesso ammiriamo è di sicuro una copia dell’originale perché risale al XIII secolo. Ma tant’è. Una cosa sono le verità di fede, un’altra le verità vere e proprie. Noi, per fortuna, non abbiamo un credo da sostenere e siamo liberi di sbizzarrirci in ipotesi strane senza timore di scomuniche.

La storia di Folco e del vitello è un racconto per giustificare un evento straordinario, così fantastico che a dirlo come ce lo hanno tramandato si rischia d’essere presi per folli. Quel vitello potrebbe essere anche l’incarnazione di uno spirito soprannaturale sceso dal cielo e venuto da chissà dove. Lui condusse Folco nel sito magico dove si sarebbero avverate le sue richieste e la statua era un simbolo di perfezione. Per alcuni l’immagine della Madonna lignea divenne il segno della fede, per altri l’indicazione esoterica d’un luogo magico.

Una spiegazione anche questa. Un altro modo per tramandare nei secoli uno stesso mistero. Che si accetti l’uno o l’altro non cambia molto per un laico. Il Frassine è terra di miracoli e di eventi soprannaturali, solo questo conta. Gli ex voto lo dimostrano e stanno là ad ammonire che c’è qualcosa di inquietante in quest’angolo di campagna che si estende ai confini della Valle del Cornia.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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