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Claudio Nassi, un piombinese nell’Olimpo del calcio

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia “Claudio Nassi, un piombinese nell’Olimpo del calcio” di Gordiano Lupi



PIOMBINO — Rileggere il mensile Costa Etrusca di luglio 1999 mi fa tornare alla memoria Claudio Nassi, nato a Piombino il 18 giugno 1939, un centrocampista classico e talentuoso, che gioca in serie C e D, tra Carbonia, Larderello,L’Aquila, Siracusa, Pescara e Piombino (1965-66), per smettere a soli 27 anni e cominciare a fare il dirigente ad alti livelli. Negli anni Settanta porta la Pistoiese del Presidente Melani in serie B, dove ritrova il vecchio amico Lido Vieri, nel 1977 è direttore sportivo della Sampdoria di Paolo Mantovani fino al 1982. Direttore Generale della Fiorentina dal 1985 al 1987. Figlio del grande Dino Nassi, uno dei fondatori della Sempre Avanti, presente in formazione sin dalle prime partite in via Livorno (sul terreno di gioco dell’Alba), quindi in piazza Dante, per finire con il velodromo Salvestrini. “Bandiera della Sempre Avanti - lo definisce Franco Biegi - ai tempi di un calcio sentimentale un po’ ingenuo e forse spartano ma anche eroico, quello del cuore oltre l’ostacolo”. Allenatore del Piombino, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, quindi - anni Cinquanta e Sessanta - grande dirigente della gloriosa Unione Sportiva. A lui è stata intestata con pieno merito, perché con i giovani ci sapeva fare, la Scuola Calcio dei Veterani Sportivi, purtroppo scomparsa. Il figlio Claudio è un buon giocatore, intelligente e accorto, uno che gioca con la testa (nel senso di cervello) non solo con i piedi, dotato di talento e carisma. Ottimo studente, si laurea in giurisprudenza lasciando il calcio come passione, si prende la soddisfazione di indossare la maglia nerazzurra che era stata di suo padre per una sola stagione, a fine carriera. Claudio Nassi è innamorato di Piombino, attaccato allo scoglio e ai ricordi, un piombinese doc che ama frequentare corso Italia (il suo barbiere preferito negli ani Novanta si chiama Hairdress), lo Stadio Magona e le spiagge del nostro litorale. Se come calciatore è bravo - ma resta uno dei tanti -, da dirigente è il massimo, un vero e proprio genio, pur non amando prendersi sul serio fa le cose sempre molto seriamente. La sua bravura consiste nel comprare perfetti sconosciuti, virgulti non ancora sbocciati, che diventano piccoli campioni sotto la guida degli allenatori delle sue squadre. Ripercorriamo alcuni di questi talenti da lui scoperti, grazie a Stefano Tamburini, autore di un articolo molto esaustivo: in porta Pazzagli (preso dalla Rondinella Marzocco di Firenze), in difesa Mannini e Vierchowod (pescati nel Como), quindi Pellegrini e Renica (visti nel Varese), Nicola Berti e Pari (Parma), Salsano e Mancini (Pistoiese e Bologna), Vialli e Baggio (Cremonese e Vicenza). Tutti ottimi giocatori acquistati per conto della Sampdoria, società per la quale lavora molto e bene. Nassi s’innamora anche di Van Basten e lo farebbe comprare alla Fiorentina, se solo Pontello allargasse i cordoni della borsa. Claudio Nassi cambia molti mestieri, da calciatore a giornalista di Tuttosport, per diventare direttore sportivo, infine si ricorda come l’ideatore del miglior Almanacco del Calcio degli anni Duemila. Un uomo di origini umili che porta il nome di Piombino molto in alto. Per un certo periodo la nostra città può vantarsi di essere quella con più allenatori in Serie A: Aldo Agroppi alla Fiorentina, con Claudio Nassi direttore sportivo, mentre Nedo Sonetti siede sulla panchina dell’Atalanta. E che derby di fuoco quando s’incontrano! “A Sonetti la formazione la fa la su’ mamma!”, sferza ironico Agroppi. Non dimentichiamo Riccomini che porta la Ternana in serie A e Lido Vieri che comincia ad allenare proprio con la sua Pistoiese, dopo aver appeso i guantoni al chiodo. Altri tempi. Non ci sono i procuratori, ma i profondi conoscitori del calcio come Claudio Nassi che vanno a scovare i fenomeni italiani in provincia e nelle giovanili. La pattuglia piombinese è molto agguerrita, forse Nassiè il più geniale, ma a tutti i nostri calciatori e allenatori non manca la grinta e la determinazione. Un piombinese non scende a compromessi! Claudio Nassi tutto quel che fa diventa un successo, una cosa irripetibile, unica, persino il suo Almanacco del Calcio è il più completo alivello di dati. Parafrasando La Settimana Enigmisticavanta innumerevoli tentativi di imitazione, ma resta inimitabile, perché cataloga persino i gol realizzati di testa e di piede (destro o sinistro) di ogni calciatore. Adesso, in tempi di Internet, abbiamo perso anche la magia di certi volumi e degli storici almanacchi. Nassiviene corteggiato anche da Moratti (Inter) e Sensi (Roma), ma il suo capolavoro resta la Sampdoria, una squadra allestita con pochi soldi e molta competenza. Nassi corre da un angolo all’altro della penisola per visionare e verificare di persona, scoprendo fenomeni unici come Roberto Baggio. Quando smette di fare questo lavoro è perché non se la sente più di trascurare tutto per il calcio, infatti “se volevi essere il migliore di tutti, il tuo mondo doveva essere racchiuso in un rettangolo di gioco”, afferma. Claudio Nassi diventa giornalista e non può limitarsi a raccontare le partite, non è uno come tutti, lui s’inventa “La pagina della tattica” su Tuttosport per spiegare ai lettori i moduli di gioco delle squadre. Un piombinese che ci rende orgogliosi e che ancora oggi sente la nostalgia della sua terra. Vive a Pistoia ed ha 87 anni, ma quando viene l’estate non manca di rivedere la sua Piombino.

Ringrazio Stefano Tamburini, che mi ha autorizzato a saccheggiare il suo articolo pubblicato sul mensile Costa Etruscadi luglio 1999, a puro scopo divulgativo.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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