
«Nei Cpr sono tutti sotto sedativi, l'alternativa è che spaccano tutto», la testimonianza raccolta da Ilaria Cucchi nei Centri di rimpatrio
Politica Martedì 22 Settembre 2026 ore 09:51
Get Energy, lente di Rifondazione sul progetto

“Un impianto di questa portata non possa essere autorizzato sulla scorta di uno studio pilota che dimostra effetti diversi da quelli attesi”
PIOMBINO — Il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista ha presentato un ordine del giorno da discutere nel prossimo Consiglio comunale per approfondire gli aspetti del impianto di Get Energy previsto a Montegemoli.
Il progetto di Get Energy, ricordiamo, vorrebbe produrre energia elettrica trattando rifiuti plastici e vetroresina attraverso un processo definito di “dissociazione molecolare". E’ ciò che è attualmente soggetto alla valutazione nell'ambito del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).
“Si tratta di un impianto energetico che a malapena si mantiene/auto-alimenta, secondo l’impianto-pilota testato nel 2019. Si chiama recupero, ma somiglia all'incenerimento: - hanno evidenziato da Rifondazione - il gas prodotto dai rifiuti resta, giuridicamente, un rifiuto; bruciarlo per fare energia elettrica è recupero di energia, cioè l'ultimo gradino prima dello smaltimento nella gerarchia europea dei rifiuti. Non è riciclo, non è recupero di materia. Le emissioni e i parametri che contano restano ai margini, l’impianto riduce i rifiuti, ma ne produce di nuovi. Infine: per quei materiali le vie di recupero di materia esistono già, alcune sviluppate proprio in Toscana, dalla vetroresina si può recuperare la fibra di vetro e reimmetterla in filiera. Bruciarli per fare corrente significa scendere di un gradino nella gerarchia dei rifiuti, quando la norma impone di privilegiare prima il riciclo. In altre parole, il problema dei rifiuti non sparisce, ma si sposta”.
“Nel suo parere del 29 giugno 2026, Arpat ha sospeso la valutazione definendo la documentazione ‘carente e ambigua’, e ha chiesto di valutare i rifiuti prodotti finora ignorati. E’ evidente che un impianto di questa portata non possa essere autorizzato sulla scorta di uno studio pilota che dimostra effetti diversi da quelli attesi”, hanno proseguito chiedendo a sindaco e giunta di “relazionare con cadenze mensili sullo stato della relativa procedura amministrativa nella competente Commissione dipartimentale, nonché presso il Consiglio di quartiere di riferimento, dandone preventiva comunicazione alla cittadinanza; ad incaricare un esperto, o una commissione di esperti, di fornire una relazione sui rischi determinati dalla presenza sul territorio di un impianto di pirolisi, come quello che dovrebbero installare a Montegemoli; a pretendere dall’impresa, che eventualmente fosse autorizzata alla costruzione e alla conduzione dell’impianto in argomento, una adeguata cauzione, o una fideiussione, idonea a garantire un minimo ed immediato risarcimento, salva la pretesa futura per il maggior danno, per gli eventuali danni provocati da un inquinamento alla comunità”.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI










