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Attualità Domenica 19 Luglio 2026 ore 07:00

La granita tra Salivoli e viale Amendola

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia “La granita” di Gordiano Lupi. Foto di Riccardo Marchionni



PIOMBINO — C’è una granita nel mio cuore, granita dal gusto perduto, granita dal buon odore. C’è una granita che ricerco ma non trovo, troppo diversa, ormai così industriale per poter ricordare (solo per un istante) la granita del passato. Se ripercorro i ricordi sono soltanto due le granite che hanno lasciato un segno indelebile nel cuore. La prima risale ai tempi dell’infanzia; siamo a Salivoli, al centro della spiaggia, dove c’era un chiosco in muratura (adesso cabine) che la produceva con un tritaghiaccio manuale e sciroppo colorato in abbondanza, senza curarsi di come potesse la menta esser così verde e il tamarindo d’un marrone acceso. La seconda è una granita adolescenziale; siamo in zona Chiesa dei Frati, scogliere di via Amendola, tra cabine e manufatti in legno, posizionati proprio accanto al mare. Uno di questi chalet serviva le granite, fatte come Dio comanda, con quel rumore indimenticabile d’un tritaghiaccio che spaccava piccoli pezzi disposti in bicchieri in attesa di sciroppo. Il mio gusto di granita consueto era menta e limone, se capitava aggiungevo il tamarindo; era un dolce miscuglio di sapori, colori intensi, freschezza artigianale. Questi sono gusti indimenticabili che hanno segnato stagioni che non tornano, profumi che non puoi recuperare, sfuggiti in anfratti di memoria, sapori che non riaffiorano, proprio come il tempo che non ripete due volte il suo andamento. Oggi di tanto in tanto entri in un bar e ordini ancora una granita, se va bene te ne servono una prodotta con un macchinario dal quale esce una sorta di ghiaccio liquido con sciroppo incorporato, se va male te ne danno una confezionata, un blocco insipido che serve uno scalpello per mangiarla. Tutte granite che non ricordano il passato se non sotto forma di rimpianto, quando le assaggi ritrovi il gusto delle cose perdute per negazione di quel che stai mangiando. Abbassi gli occhi per non farti vedere, mentre con il cucchiaio gusti una granita insapore, chiudi le palpebre, rivedi un bimbo sulle scale di legno dello chalet nei pressi della spiaggia, attratto dal rumore d’un tritaghiaccio. Fai in fretta, menta e limone stanno per finire, ti resta poco tempo per ritrovare il perduto gusto del passato.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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