Politica Venerdì 27 Marzo 2026 ore 14:53
Pronto soccorso, lente sui ticket da 25 euro

Fdi: "Competenza demandata alle Regioni". Prc: "Se la sanità a Piombino è un caos, Ferrari è il primo responsabile politico della comunità"
PIOMBINO — 𝐓𝐢𝐜𝐤𝐞𝐭 𝐏𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨: 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢, 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚' 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞.
In merito all’interrogazione presentata da Rifondazione Comunista sul ticket di 25 euro per gli accessi al Pronto Soccorso, il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Piombino ritiene necessario ristabilire un quadro veritiero delle responsabilità istituzionali.
"Il ticket per le prestazioni non urgenti al Pronto Soccorso non nasce oggi, né è una misura introdotta dagli attuali governi. - ha spiegato il consigliere Davide Anselmi di Fratelli d'Italia - Affonda le sue radici in precise scelte normative nazionali:con la Legge 537/1993 (Governo Carlo Azeglio Ciampi) viene introdotto il principio della compartecipazione alla spesa sanitaria; principio successivamente rafforzato con la Legge finanziaria 2007, approvata dal Governo Romano Prodi, che consolida il ricorso ai ticket anche per contenere la spesa pubblica e disincentivare gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. È altrettanto fondamentale chiarire che l’applicazione concreta dei ticket è demandata alle Regioni, le quali decidono importi, esenzioni e modalità operative. Quindi nei fatti, è la Regione Toscana a guida PD ad aver stabilito l’attuale sistema: il ticket base di 25 euro per i codici non urgenti (bianchi/azzurri), ma anche la possibilità di arrivare fino a 50 euro complessivi se prevista diagnostica, come previsto dalla normativa regionale. Per questo motivo riteniamo necessario maggiore rigore e onestà intellettuale nell’attribuzione delle responsabilità: non è accettabile costruire narrazioni di comodo per colpire il Governo nazionale, quando le leve decisionali sono chiaramente in capo alla Regione. Il sindaco non ha competenza diretta in materia".
Non tarda ad arrivare la risposta del Partito di Rifondazione Comunista.
"Ci coglie il dubbio che il consigliere Anselmi non abbia letto l’interrogazione, altrimenti non capiamo come possa redarguirci per aver responsabilizzato il sindaco. La risposta del gruppo di FdI alla nostra interrogazione, la cui sintesi è: è colpa di Ciampi (1993), di Prodi (2007) e della Regione e il sindaco non può farci nulla, dimostra una cosa sola: non hanno capito, o fingono di non capire, il cuore del problema, preferendo rifugiarsi in un elenco di normative degli anni '90 pur di non disturbare il manovratore. È ridicolo citare Ciampi o Prodi per giustificare un ticket che oggi, nel 2026, diventa una tassa sulla povertà a causa del deserto sanitario in cui è stata lasciata Piombino. Non ci interessa chi ha inventato il ticket, ci interessa chi oggi lo esige da un cittadino che va al Pronto Soccorso perché il suo medico di base non risponde o non fa visite domiciliari. Dire che il sindaco non ha competenza diretta è una bugia pericolosa, il sindaco non è un passante, è la massima autorità sanitaria locale e ha il dovere di vigilare sull'applicazione degli accordi che obbligano i medici alle visite domiciliari. FdI ignora totalmente il punto centrale: il corto circuito tra medicina territoriale e ospedale. Se il sistema territoriale fallisce, il ticket non è più un disincentivo all'abuso, ma una sanzione ingiusta contro chi sta male. Noi abbiamo fatto proposte concrete e chiesto una soluzione reale, effettiva: un protocollo che preveda l'esenzione per chi segue un'indicazione medica. Se un medico nega il domicilio via telefono secondo una valutazione che non potrà mai essere come una valutazione diretta, e il paziente, che non è un medico e non sa, corre al Pronto Soccorso dove gli chiedono 25 euro, il sindaco deve intervenire. Chiedere un tavolo di monitoraggio non è sterile propaganda, come scrive il consigliere Anselmi, ma è l'esercizio del potere di controllo che la legge conferisce al sindaco. Lui ha il potere e il dovere di pretendere dall'ASL il rispetto degli accordi, laddove prevedono le visite domiciliari, e di tutelare i suoi cittadini. Dire che non può far nulla, è una resa politica che non è accettabile. Ma su questo il consigliere Anselmi tace, preferisce parlare della Regione Toscana, di Roma, del mondo, pur di non ammettere che il sindaco Ferrari potrebbe, se volesse, farsi promotore di un protocollo d'intesa con l'ASL per tutelare i suoi cittadini".
"Il sindaco Ferrari non può continuare a fare l'osservatore non pagante. Se la sanità a Piombino è un caos, lui è il primo responsabile politico della comunità. Invece di mandare avanti i suoi consiglieri a citare leggi del secolo scorso, venga in Consiglio a dirci se intende difendere i portafogli e la salute dei piombinesi o se preferisce continuare a fare il notaio dei disservizi altrui. Quindi, per concludere, diciamo al consigliere Anselmi che il tempo delle lezioni di storia è finito. È l'ora delle risposte", hanno concluso.
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