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Attualità martedì 23 giugno 2015 ore 21:16

Abusivi, Libera scrive al sindaco

L'associazione di lotta alle mafie scrive al sindaco Alessandro Bandini per protestare contro la famigerata ordinanza anti abusivi



SAN VINCENZO — "Egregio Sindaco di San Vincenzo

La sua ordinanza n.75/2015 “Disposizioni per la prevenzione dell’esercizio abusivo del commercio...” parte da un obiettivo importante, la repressione del commercio abusivo e della vendita di merci contraffatte, ma utilizza motivazioni e metodi che rischiano di contraddirne gli intenti.

Dopo un anno dalle riunioni in Prefettura a Livorno, senza alcun coinvolgimento della comunità locale e, pare, senza alcun coordinamento con gli altri sindaci della costa, a partire da Follonica, Piombino, Castagneto Carducci, Bibbona, soggetti allo stesso ufficio circondariale marittimo di Piombino, viene emesso un atto nel quale, ribadendo sanzioni e divieti di legge esistenti, l’Amministrazione Comunale esprime nelle motivazioni un messaggio culturale e politico ben preciso.

Si indicano dei sentimenti, quali “il diffuso disagio e il malumore dei cittadini”, causati dai comportamenti dei “venditori abusivi”, descritti come un vero e proprio pericolo quotidiano per l’ordine pubblico: insistenti, indesiderati, creano fastidio e disagio, i bagnanti devono subire disturbo, violazione della privacy e limitazioni fisiche; fino ad arrivare a “manifestazioni di intolleranza che minacciano di degenerare in episodi di violenza, suscitando pertanto allarme sociale”. Il tutto “è un fenomeno in costante crescita” che le Forze dell’Ordine non sono in grado di contenere.

Viene da pensare che a San Vincenzo vi siano stati chissà quali episodi di violenza, o se si sono verificati non sono stati tali e tanti da suscitare allarme e da rimanere impressi nella memoria, né vengono citati nelle motivazioni dell’Ordinanza. E’ invece a tutti noto che il 99% dei venditori (autorizzati e non), è straniero, immigrati extracomunitari.

La lettura delle premesse dell’Ordinanza incrociata con il dato dei venditori rischia di tradursi in una precisa indicazione dei presunti colpevoli dell’allarme sociale: gli extracomunitari tuot court.

Dall’Amministrazione comunale ci saremmo aspettati la valorizzazione dei percorsi di legalità intrapresi dallo stesso Comune per normare la vendita sulle spiagge, come avvenuto con il rilascio di 125 autorizzazioni; avremmo (e certamente non solo noi) dato un contributo in questi 10 mesi, all’interno di un percorso partecipativo democratico con associazioni economiche, sociali e del volontariato, per costruire progetti di accoglienza e inclusione dei migranti, che affrontasse anche situazioni come quella dei venditori sulle spiagge; nel confronto avremmo richiesto l’attuazione del Programma del Sindaco laddove veniva esplicitamente annunciato l’impegno a costituire la Consulta degli Immigrati.

Perché non chiede al Governo, e quindi alla Prefettura, di intensificare la repressione verso le organizzazioni criminali che gestiscono il mercato delle merci contraffatte?

La vendita di merci contraffatte è in mano alla criminalità organizzata che sfrutta gli immigrati come manovalanza. L’ordinanza così motivata serve più per andare incontro a sentimenti di insofferenza di una parte della cittadinanza verso i migranti, che per risolvere veramente il problema. Il Governo deve mettere le Forze dell’Ordine nelle condizioni di combattere efficacemente le mafie che gestiscono questi traffici.

Altro elemento significativo del suo atto, dal punto di vista culturale e politico, è poi il dispositivo che traduce le premesse politiche in “ordine”: non costituendo le Forze dell’Ordine, a suo avviso, un deterrente sufficiente, se ne nominano sul campo di nuove: in questo caso i gestori degli stabilimenti balneari, una sorta di Ronde da spiaggia… Essi, se non impediranno ai venditori itineranti, abusivi e non, di accedere nelle loro concessioni saranno multati dalle Forze dell’Ordine, questa volte si presume efficienti, che dovranno stazionare nei dintorni delle concessioni per controllare che i gestori controllino gli accessi.

Questa ordinanza non ci piace. La difesa della Legalità deve affrontare e superare l’ingiustizia sociale, la povertà, la disperazione di chi fugge da guerre, persecuzioni religiose, violenze e miseria, concentrando l’azione repressiva sulla criminalità organizzata che gestisce i traffici di persone e cose, consapevoli che in questa fase della storia solo la solidarietà attiva può garantire un futuro di pace.

Lasciamo quindi all’Amministrazione Comunale e alle forze politiche valutare se esiste l’opportunità e la necessità di una tale Ordinanza".



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