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Attualità mercoledì 29 aprile 2015 ore 18:08

Camelli: "Piombino può tenere il punto nascita"

Paolo Camelli, segretario dell'Uilfpl, smentisce la notizia della chiusura del punto nascita di Piombino in favore di quello di Cecina



PIOMBINO — Contrordine, il punto nascita di Piombino non si muove anche in caso di fusione con Cecina dei due presidi ospedalieri. A rassicurare gli animi delle puerpere è il segretario Uilfpl Paolo Camelli "Che il progetto abbia avversari è noto - dice riferendosi al progetto di integrazione - ma a noi non interessa polemizzare. Siamo interessati a far valere le ragioni di medio piccole comunità – prosegue – che se non scelgono la strada dell'associazione sono destinate ad un inevitabile declino

La stessa esperienza Asl 6 ci dice che per la Val di Cecina, la Val di Cornia e l'Elba la solitudine si è piano piano associata a dipendenza dalle realtà più forti come Livorno e Pisa. Ma c'è un’altro dato ignorato, relativo al presidio di Livorno per il quale i dati dimostrano che non ha funzionato l'idea di capofila della rete aziendale: è il presidio ospedaliero che perde oltre 30 milioni di euro in prestazioni che i cittadini cercano altrove, in particolare verso Pisa".

"I dati dei punti nascita – sottolinea – ci dicono che la mobilità sanitaria passiva (fughe) dal 2007 al 2014 è stata stabile con un dato in positivo per Livorno che è passato da 419 a 257, Cecina da 65 a 69, Piombino da 53 a 52, Elba da 20 a 19 che il problema di oggi è dato dal calo generale delle nascite, non è un problema di qualità dei servizi sanitari. 

L'aver mantenuto una rete aziendale dotata di 4 punti nascita ha stabilizzato l’utenza ed ha generato un valore aggiunto: Livorno non potendo contare sul trasferimento di prestazioni dalle zone ha dovuto compiere uno sforzo di miglioramento che alla fine ha premiato il suo punto nascita con un forte recupero di fughe. 

Mettere insieme Cecina e Piombino non è una scelta dettata dalla negatività di 2 punti nascita che, al contrario i numeri ci dicono essere di ottimo livello, oggi migliorato con il parto indolore. A Cecina e a Piombino si nasce in piena sicurezza – spiega – Non c'è motivo sanitario che possa indurre alla loro chiusura se non il freddo parametro dei 500 o mille parti. 

Caso mai, come abbiamo più volte detto, esiste un problema economico: nascere a Piombino o a Cecina richiede un impiego maggiore di risorse finanziarie stimato in circa un milione di euro e questo è un tema al quale si risponde con l'unificazione dei due Presidi e delle 2 Zone: si riducono i costi nelle strutture per non diminuire le prestazioni ai cittadini. Dunque Cecina e Piombino possono mantenersi i loro punti nascita".



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