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Attualità domenica 11 luglio 2021 ore 14:00

Cinghiali, la Valdicornia risponde a Coldiretti

Un cinghiale (Foto di repertorio)

In una lettere firmate dalle sindache di Campiglia, Suvereto e Castagneto l’attenzione al problema ungulati denunciato da Coldiretti



CAMPIGLIA MARITTIMA — Amministrazioni comunali solidali e vicine agli agricoltori, mentre pensano a come affrontare e risolvere la situazione del sovrappopolamento dei cinghiali in coerenza con quanto si sta facendo per i lupi.

La sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati insieme alle sindache di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini e Suvereto Jessica Pasquini hanno inviato un messaggio di solidarietà agli agricoltori della Coldiretti sui problemi che scaturiscono dal sovrappopolamento di cinghiali, le sindache non hanno potuto partecipare al flash mob e scrivono: "Ci scusiamo per l'assenza, vista la contemporaneità di impegni istituzionali e privati, in un momento in cui , da poco riaperte le diverse attività e fortunatamente è partita la stagione turistica, restando comunque diversi problemi legati all'emergenza sanitaria, siamo in affanno con la possibilità di partecipare all'iniziativa. Siamo però consapevoli dell'importanza delle problematiche poste all'attenzione che toccano in modo diretto i nostri territori a vocazione agricola. Restiamo a disposizione per ogni confronto e collaborazione circa le azioni istituzionali da poter intraprendere e facciamo i migliori auguri al buon svolgimento della giornata".

Sandro Tonelli, segretario di Zona di Coldiretti, aveva invitato infatti le sindache al flash mob organizzato da Coldiretti l'8 Luglio a Firenze in Piazza Duomo "per portare all’attenzione le problematiche relative al disagio che crea l’invasione dei cinghiali nelle nostre campagne e nelle nostre città medio piccole".

L'iniziativa si è svolta in contemporanea in tutta Italia, ha avuto numerose adesioni e una importamente risonanza mediatica.

"Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto proliferano i cinghiali che hanno invaso città e campagne in Toscana con un aumento del 15%",  hanno spiegato dalla Coldiretti.

“La Giunta della Regione Toscana ha già deliberato, in linea con le legittime istanze degli agricoltori rappresentate in maniera pressante in tutte le sedi da Coldiretti Toscana, dando la possibilità agli agricoltori, in applicazione dell’articolo 37 della norma regionale, di intervenire direttamente, con il coordinamento della Polizia Provinciale. - hanno aggiunto - Un atto importante e unico che, però, necessita di atti procedurali utili alla efficacia effettiva del provvedimento regionale, anche attraverso un confronto serrato con le Polizie provinciali. Oltre ai rilevanti danni alle colture, è ingente l’impatto negativo sulla biodiversità e sull’ambiente in generale, parallelamente al ripetersi degli incidenti stradali dovuti ad animali, in molti casi drammatici o mortali. La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 20 milioni di euro all’anno alle produzioni agricole ma viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale".

L'assessora all'ambiente Elena Fossi, che per il comune di Campiglia si sta già occupando da mesi della gestione della presenza di un altro animale e della sua difficile convivenza con le attività antropiche delle nostre zone, il lupo, ha spiegato che “al netto delle difficoltà, comprensibili, per gli agricoltori e degli enormi danni alle colture provocati dalla presenza degli ungulati, per i quali non possiamo che condividere le preoccupazioni degli agricoltori, come Istituzioni dobbiamo chiederci se effettivamente quella dell’abbattimento proposto dalla Regione sia una effettiva soluzione oppure se, dal punto di vista normativo, avremmo potuto intervenire in altro senso per limitare e/o contenere il problema. Dall’analisi e dagli studi che abbiamo a disposizione, si evidenzia che nella maggior parte dei casi la soluzione più semplice e immediata non è quella che produce effetti a lungo termine. Forse avremmo potuto fare di meglio e di più nel corso degli anni, con lo sguardo volto alla tutela del nostro ambiente e territorio oltre che, ovviamente, della produzione, che non pensare alla tutela degli interessi economici con un atto di forza. Anche in questo caso, come nell’argomento lupi dobbiamo fare ancora molta strada prima di comprendere effettivamente dove sta il problema”.

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