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domenica 08 dicembre 2019

Attualità domenica 29 settembre 2019 ore 12:00

Vaccini, sarà il medico di famiglia ad effettuarli

Foto di repertorio

E' stato firmato un accordo fra la Regione Toscana ed i sindacati dei medici di medicina generale. Ecco quali sono le attività previste



FIRENZE — I medici di famiglia saranno al centro nell'impegno vaccinale, per raggiungere in maniera capillare tutta la popolazione ed ottenere le coperture per diminuire l'incidenza delle malattie infettive e delle loro complicanze. Così prevede l'accordo firmato tra l'assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, e le varie sigle sindacali che riuniscono i medici di medicina generale.

L'accordo, siglato nei mesi passati ma approvato dalla giunta nel corso della sua ultima seduta, è stato presentato nei giorni scorsi in una conferenza stampa dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, assieme ad Alessio Nastruzzi, segretario regionale Fimmg; gli altri firmatari sono: Intesa sindacale, Rino Foto; Smi, Nicola Marini; Snami, Alessio Lambardi.

"I medici di famiglia hanno avuto sempre un ruolo molto importante nel sistema sanitario toscano, - ha detto l'assessore Stefania Saccardi - affiancando la struttura pubblica e collaborando attivamente con le aziende sanitarie. Basti pensare a quanto fanno ogni anno per le vaccinazioni antinfluenzali, e al peso che hanno avuto nella campagna straordinaria di vaccinazione antimeningococcica. Con questo accordo, il loro ruolo diventa strategico".

Si parla non delle vaccinazioni pediatriche, ma di tutte le vaccinazioni che riguardano adolescenti e adulti. Finora i medici di famiglia sono entrati in campo solo per le vaccinazioni antinfluenzale, antipneumococcica e antizoster, e antimeningococcica C.

Per tutte le altre vaccinazioni, i cittadini dovevano rivolgersi ai distretti delle Asl. Con questo accordo, i medici di famiglia assumono l'impegno di eseguire nei propri ambulatori tutte le vaccinazioni previste dal Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019; e l'impegno non si limita alla sola esecuzione della vaccinazione, ma prevede una partecipazione attiva del mmg in tutte le fasi, dalla promozione al monitoraggio. 

Il mmg è infatti una figura cruciale nella prevenzione vaccinale, che può efficacemente contribuire a ristabilire la fiducia dell'assistito, promuovendo una convinta adesione alle campagne e al calendario vaccinale.

L'impegno della registrazione da quest'anno diventa obbligatorio, ma il dato più saliente dell'accordo riguarda la possibilità dei medici di medicina generale, anche previo consulto online dello stato vaccinale di un proprio assistito, di effettuare le vaccinazioni previste nei Lea (Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-19) anche nel proprio ambulatorio, tramite accordi con le aziende sanitarie, che dovranno provvedere alla fornitura dei vaccini ai medici.

Questo accordo, di rilevanza nazionale è il primo in Italia che va in linea con quanto previsto nel pre-accordo del nuovo Accordo collettivo nazionale della medicina generale.

Queste le vaccinazioni che l'accordo affida alla medicina generale:

- antinfluenzale (stagionale) per ultrasessantacinquenni e categorie a rischio;

- antipneumococcica (una volta nella vita): al compimento del 65° anno e categorie a rischio; + Pneumo 23 a pazienti affetti da BPCO dopo vaccinazione con Prevenar 13;

- antimeningococcica C: adolescenti non vaccinati nell'infanzia o come richiamo ACYW 135, e categorie a rischio

- antizoster (una volta nella vita): al compimento del 65° anno e categorie a rischio;

- antitetanica (difterite tetano pertosse) (periodica): categorie a rischio + richiamo decennale;

- HPV: vaccinazione e/o richiamo al 12° anno;

- antiepatite A e B: adolescenti non vaccinati e categorie a rischio;

- morbillo-rosolia-parotite-varicella (vaccinazione con 2 dosi di MPR): adolescenti quando non risultasse effettuata anche una sola delle vaccinazioni; donne in età fertile non vaccinate anche per una sola delle vaccinazioni; categorie a rischio;

- haemophilus influenzae tipo b (Hib): categorie a rischio qualora non effettuata in età infantile.



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