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mercoledì 20 marzo 2019

Attualità martedì 08 gennaio 2019 ore 13:50

Moby si occuperà anche di bunkeraggio

Moby Wonder

La società di trasporti marittimi investirà anche in attività di rifornimento carburanti. La notizia è stata anticipata da Achille Onorato



MILANO — Moby intende ampliare le sue attività. Oltre a quelle già annunciate nel 2018, come quella di entrare nel settore crociere e di aprire una nuova rotta  verso la Corsica, arriva un'altra novità per il 2019.

Infatti la notizia è stata anticipata nella lettera di fine anno che l’amministratore delegato della società, Achille Onorato, ha inviato ai dipendenti. 

Come si apprende da un articolo pubblicato ieri, 7 Gennaio, sul Ship2Shore, magazine on line di economia del mare e dei trasporti, Onorato avrebbe sottolineato che “il 2018 è stato e sarà ricordato come uno degli anni più difficili ma anche come uno dei più importanti nella storia della compagnia”, e poi avrebbe citato “il programma triennale di nove new building fra traghetti passeggeri, navi merci e rimorchiatori”.

L'amministratore delegato ha inoltre scritto, sempre secondo quanto riportato da Ship2Shore, che nel 2018 la Moby ha investito in terminal, agenzie marittime e che a breve investirà in società di bunkeraggio, per “offrire un servizio migliore ai nostri clienti aumentando nel contempo la nostra competitività”.

Le attività di bunkeraggio ovvero del rifornimento a bordo delle navi risultano quindi fondamentali ma sono anche quelle che incidono profondamente sui costi del servizio.

Secondo quanto si legge ancora su Ship2Shore, Onorato nella sua comunicazione avrebbe parlato di offrire breve un servizio di bunkeraggio. “Dobbiamo sempre tutti ricordarci che il bunker è il nostro primo nemico, è la variabile impazzita del nostro settore. […] Ogni litro (di carburante, ndr) conta e il comando nave e gli ispettori devono essere con il dipartimento energy saving ossessionati dai consumi”, avrebbe scritto l'amministratore delegato ai suoi dipendenti.

C'è  ancora da chiarire la partita della fusione tra Moby e Cin (ex Tirrenia) sulla quale però i vertici di Moby si sono detti fiduciosi.



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