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Attualità domenica 22 dicembre 2019 ore 15:45

Onorato: "Scelto Casaleggio, leader del settore"

Vincenzo Onorato

Vincenzo Onorato spiega le motivazioni per le quali la compagnia Moby si è rivolta all'azienda del settore digitale di Davide Casaleggio



MILANO — L'armatore Vincenzo Onorato, dopo le segnalazioni da parte dell'Unità antiriciclaggio (Uif) di Banca d'Italia dei contratti sospetti fra Moby, il Blog di Grillo e la Casaleggio Associati (leggi qui l'articolo) spiega i motivi per cui si è rivolto alla Casaleggio. 

"Ho finanziato Open perché credo nelle idee sociali di Matteo Renzi. E l’ho finanziata in modo libero, chiaro e trasparente" (leggi qui l'articolo), esordisce così Vincenzo Onorato in una dichiarazione sulla sua pagina Facebook.

"Mi sono rivolto alla Casaleggio Associati - spiega Onorato, patron di Moby - perché per quel tipo di lavoro sono leader In italia. Le cifre pagate, sono cifre di mercato. Né più né meno. Non mi aspettavo 'favoritismi' e non a caso il Ministro Danilo Toninelli (con cui più volte ho duramente polemizzato) ha sempre attaccato, non conoscendo i fatti, la mia compagnia".

"Non agisco in regime di monopolio. - prosegue Onorato - Ma in regime di mercato. Basta andare su qualsiasi sito di viaggi e facilmente si può verificare in Sardegna viaggiano tante tante compagnie".

"La legge Cociancich (approvata e presentata da un parlamentare renziano, ndr), - aggiunge l'armatore - su cui mi sono battuto e continuerò a farlo, non prevede aiuti e sgravi fiscali per gli armatori, questi già esistono da più di 20 anni, ma bensì occupazione per i marittimi italiani". 

"Le mie navi viaggiano con stipendi base di 1600 euro al mese, quelle dei miei 'colleghi' armatori con 300 dollari al mese con lavoratori extracomunitari sfruttati e sottopagati. È giusto? No. - prosegue Onorato - Queste differenze hanno creato solo sperequazioni fra lavoratori comunitari ed extracomunitari e soprattutto disoccupazione al Sud. Avrei potuto approfittare anche io e risparmiare tanti soldi in stipendi. Ma no".

"Ho preferito prendere la strada più dura, quella della giustizia sociale e di dare lavoro dove lavoro non c’è. - conclude Onorato -Da sempre e per sempre difenderò la gente per mare. A partire dai miei 5800 dipendenti".



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