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Attualità sabato 25 aprile 2015 ore 18:46

Giuliani: "Cevital è seria ma deve delle risposte"

IL sindaco di Piombino si esprime dopo la battuta di arresto delle trattative sindacali sulle assunzioni e rassicura sulla solidità dell'azienda



PIOMBINO — Prova a gettare un po' acqua sul fuoco delle polemiche Massimo Giuliani, nella scomoda posizione di credere nell'investimento e nelle rassicurazioni di Cevital e contemporaneamente mandare avanti una città che è legata a filo doppio al futuro dell'acciaieria.

L'incontro della dirigenza con i sindacati si è fatto ruvido sul numero dei rioccupati e Giuliani ne prende atto: "Adesso ci aspettiamo risposte chiare dall’azienda. Dai sindacati hanno avuto delle proposte concrete, auspichiamo che vengano prese in considerazione. Una cosa è certa - dice ancora il primo cittadino - il sindacato ha ritrovato partecipazione e unità. Le assemblee sono andate bene, pochi i voti contrari, c’è un ampio mandato. Dall’altra parte c’è un’azienda solida e seria che, com’è ovvio, deve fare i conti in modo corretto. Ma, al tempo stesso, deve ancora presentare un piano industriale dettagliato".

"Per quanto riguarda la parte industriale legata all’acciaio - ammette Giuiani - hanno qualche problema a far quadrare i conti. Non ci dimentichiamo che hanno rilevato un’azienda che, per tanti motivi, andava male. Insomma, ogni anno perdeva un sacco di soldi. Loro, invece, come hanno fatto quando hanno acquisito aziende in Francia e Spagna, non vogliono partire con un periodo di “start up”, ma vogliono avere da subito i conti in equilibrio. In questo contesto considerano il costo del lavoro comprimibile, almeno in un primo periodo".

"Leggo critiche ingenerose e timori senza fondamento. Cevital è azienda solida e, da tempo, sta pubblicizzando il proprio intervento su Piombino in tutto il mondo. Per un gruppo così dinamico la credibilità è una componente fondamentale, non possono rischiare di perderla. Insomma, stanno lavorando in modo serio. Sull’agroalimentare hanno idee chiarissime, del resto è il loro “core business”, lo stesso sulla logistica. Sull’acciaio hanno avuto bisogno di qualche tempo in più, ma ormai ci siamo. È chiaro che considerano primario l’equilibrio dei conti".

"Capisco perfettamente anche la posizione degli operai che rischiano di non rientrare subito e di tutto l’indotto. A loro servono risposte concrete nel breve periodo e stiamo lavorando per questo, nei prossimi giorni torneremo a vederci anche con il Governo. Certo se avessimo un piano industriale dettagliato, con un cronoprogramma preciso, sarebbe più semplice chiedere interventi, magari sugli ammortizzatori. Per gli anni a venire, invece, siamo più tranquilli, perché a regime il bilancio occupazionale sarà positivo rispetto alla partenza".



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