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“La Bandita” e “La Cerreta”, vicini ma diversi

di - lunedì 07 novembre 2022 ore 09:00

Il territorio del Comune di Sassetta è sempre stato, direttamente o no, sotto il dominio pisano. Nella Maremma che partiva da Lerici in Toscana arrivava a Terracina nel Lazio; Tutta la costa fino alle basi delle prime colline, definendo diversi Comuni con l’appellativo di “Marittima” che significa vicino al mare. L’appartenenza giurisdizionale e amministrativa di Sassetta è cambiata diverse volte dagli ultimi dieci secoli fino a essere collocata nel Comprensorio Val di Cornia, era il 1970, insieme ad altri quattro Comuni. 

Sassetta è situata su di una collina a 337 mt. s.l.m, esposta al sole di sud-est. Ci sono due accessi: uno da Prata di Suvereto che Veronelli la definì la più bella strada della Toscana, quanto era tenuta bene dallo stradino della Provincia. L’altro dalla provinciale che va verso Monterotondo Marittimo e Monteverdi Marittimo, deviando sulla sinistra imbocchiamo un quasi rettilineo di strada di 5 Km circa.

La produzione di vino a avuto inizio con la nascita dei Comuni in modo sparso e quando lo permettevano gli spazi liberi dal bosco di piccoli appezzamenti di terreno; Non c’era una cultura enoica, tutto il vino prodotto veniva consumato localmente, poche erano le occasioni di venderlo a commercianti. Annotando dei dati, estrapolati dal libro di Gianfranco Benedettini, vediamo che nel 1911 la produzione di vino fu di 1000 ql ricavati da una annata non favorevole, deducendo che la resa normale poteva essere di 1500 ql dalla decina di poderi nati nel 1850 con gli appoderamenti a mezzadria o con salariati. 

Gli spazi erano sempre limitati dal bosco, ma molto meno di decenni prima, che dava legname castagne e carbone. Il vino confezionato e nato con l’iniziativa dei proprietari della fattoria “La Bandita” dell’avvocato Bozzotti in località Pian delle Vigne, nel 1975. La quale fu in precedenza di proprietà di Rosina Berger. L’ex fattoria si trova vicino a Santa Lorica e all’inizio della salita che porta a Sassetta(vedi la vecchia bottiglia qui sotto).

Oggi abbiamo l’Agriturismo la “Cerreta” nella località omonima che produce dei vini di tutto rispetto, uno di questi l’ho degustato all’ Art Cafè-WineBar “Roma” di Sassetta condotto da Simone e Erika con maestria. Il vino è “Rio Dè Messi” 2018, “La Cerretta”IGT, fatto con l’uvaggio bordolese di Cabernet Sauvignon e Merlot. Mi ha dato le seguenti sensazioni, Colore: rosso rubino con sfumature aranciate. Profumo: deciso e spiritoso, sentori di frutti neri maturi, lampone e ciliegia. Un poco erbaceo, persistente. Gusto: armonico, caldo, leggermente tannico, ampio e con notevole persistenza.


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