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martedì 23 aprile 2019

Politica lunedì 13 aprile 2015 ore 19:18

Minoranza all'attacco sulla sanità

Marina Riccucci, di Un'altra Piombino, nel consiglio comunale di martedì 14 presenterà un ordine del giorno sulla sanità: "Valutazione negativa"



PIOMBINO — "La valutazione politica sulla legge di riordino è negativa: una legge approvata in fretta e furia, tanto che le disposizioni abbozzano il quadro piuttosto che definirlo. Una legge, che, secondo la definizione di Gavino Maciocco, “segna una delle pagine più oscure della sanità toscana”", e che ha tagliato fuori, nel suo stesso iter, proprio coloro che la sanità la fanno e coloro che della sanità hanno bisogno: una legge nata, pare, per decretare la fine della sanità come servizio pubblico. Chiunque assumerà il governo della Regione dovrà rimetterci le mani".

"Non ci convincono queste tre aree vaste, lontane, lontanissime dai territori; non ci convincono e non ci piacciono questi tre gran-direttori, né possiamo avallare il moltiplicarsi delle farraginosità di una macchina a scapito dei servizi; non ci convince quello che è stato pensato per il Pronto Soccorso e per i medici di famiglia e non vogliamo neanche pensare a cosa succederebbe se si venisse a creare un vuoto di assistenza dalle 24 alle 8. 

E poi ci domandiamo se questa legge faccia bene a Piombino: crediamo di no. L'alta mortalità, denunciata in un articolo recente, nella nostra zona, come anche una realtà che vede sempre più l'esigenza di reparti di lungodegenza per anziani malati, reclamano percorsi chiari e azioni concrete che contrastino lo smantellamento in atto. 

Invitiamo quindi il sindaco Massimo Giuliani e la giunta a riflettere bene prima di firmare qualunque documento che rischi di compromettere o di peggiorare una situazione che la città vive già come gravissima e in grande sofferenza. E chiediamo che facciano chiarezza sulle zone di competenza di tutti i servizi che riguardano i nostri cittadini e che vengano in tempi rapidi a riferirne nelle sedi istituzionali.

E che si torni a valutare la possibilità di una struttura ospedaliera baricentrica rispetto al nostro territorio, che si collochi tra Livorno, Pisa e Grosseto, che sia in grado di assicurare, in prospettiva, un trattamento il più uniforme possibile a tutti i cittadini e che ponga rimedio alla drammatica estinzione in atto delle specialistiche ove la sede ospedaliera non contenga un bacino di utenza fino alle 100 mila unità".



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