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mercoledì 20 marzo 2019

Attualità sabato 09 maggio 2015 ore 17:39

Parodi risponde: "Asa faccia chiarezza"

Il sindaco di Suvereto continua la sua battaglia sull'acqua e ribatte alla società di gestione del servizio idrico chiedendo maggiori chiarimenti



SUVERETO — "Si rimane basiti dal tono con cui il dott. Trebino consigliere delegato ASA spa si rivolge al Sindaco di Suvereto in merito ad alcune dichiarazioni fatte dallo stesso a mezzo stampa sugli aumenti del costo dell’acqua che ci saranno prossimamente, in discussione in questi giorni presso l’Autorità Idrica Toscana, l’organo pubblico preposto a questo.

“Vorrei ricordare al Dott.Trebino, la cui carica e’ in scadenza, che fa parte di una società partecipata” commenta il Sindaco Giuliano Parodi “e che quindi il suo stipendio e’ fatto coi soldi pubblici dei cittadini. I Comuni, e quindi i Sindaci, sono i soci azionisti di maggioranza, e quindi auspico, in seguito un atteggiamento piu’ rispettoso nei confronti degli Amministratori.”

Il primo cittadino batte sulle operazioni immobiliari che Asa spa avrebbe fatto tramite il proprio socio privato:

“Parliamo del socio privato di ASA, Iren, che detiene il 40% delle quote e la governance di Asa (ha due voti su tre in consiglio, oltre all’amministratore delegato)” continua il Sindaco di Suvereto “Iren è quotata in borsa e, dopo il ricambio dei vertici aziendali del giugno 2013, ha come presidente l’ex ministro Francesco Profumo. Ma le linee guida di Iren, nei confronti di Asa, non sono per niente chiare. Sembrava che dovessero acquistare il ramo commerciale del gas, poi non si sono neanche presentati alla gara. E in questi anni, per bocca dello stesso presidente di ASA spa Fabio Del Nista, apprendiamo che il socio privato ha immesso ben pochi capitali nella società per fare investimenti.”

La discussione politica principale gravita intorno al fallimento della legge Galli del 1994 che ha istituito lo stesso meccanismo “vuoto per pieno” utilizzato per i rifiuti da destinare all’incenerimento: se non si raggiunge la quantità prefissata, ovvero se la cittadinanza usa meno acqua, paga di più perché ormai l’azienda ha stabilito che deve incassare un tot e così deve essere.

“Basta guardare il conto economico di ASA dei prossimi anni per capire che per i cittadini saranno guai per quanto riguarda gli aumenti” conclude Parodi “visto e considerato che la societa’ ipotizza nel 2015 ricavi da tariffa per 78 milioni, nel 2016, di oltre 85 milioni, di 88 milioni nel 2017 e di oltre 90 milioni per gli anni successivi. Una ipotesi con un trend crescente del genere mal si sposa con una politica di risparmio idrico, altrimenti ASA ci dovrà spiegare come farà ad aumentare i ricavi dalle bollette se diminuiscono i consumi dei cittadini virtuosi senza aumenti di tariffa.”



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