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giovedì 18 aprile 2019

Attualità martedì 03 novembre 2015 ore 18:00

150mila euro di danni al parco archeologico

La Parchi Val di Cornia ha effettuato una prima stima dei danni e cerca volontari per pulire dal fango il sito archeologico sommerso nei giorni scorsi



PIOMBINO — Gli archeologi, i tecnici e gli operatori della Parchi Val di Cornia SpA stanno proseguendo nei sopralluoghi per verificare le condizioni strutturali dei monumenti, ma è evidente che molto sarà il lavoro da fare soprattutto per togliere il fango che ricopre tombe, percorsi e aree archeologiche e per ricostruire percorsi di visita e recinzioni. Da una prima sommaria stima, i danni sono da quantificare in circa 150mila euro

Dai sopralluoghi è emerso che, in generale, le strutture dei monumenti all’interno del parco non hanno avuto danni rilevanti. Le principali criticità riguardano la via della Romanella, che è stata letteralmente devastata lungo tutto il suo percorso e che presenta in alcuni tratti voragini anche di un paio di metri, e gli edifici industriali, dove sono crollati tratti di mura antiche. Nello specifico, nell’area industriale due edifici sono stati interessati dal distaccamento di ampie porzioni murarie.

Nell'area dell’Acropoli non si registrano fortunatamente danni importanti alle strutture, se non crolli molto localizzati. E’ da evidenziare tuttavia la presenza di un alto strato di fango in più punti e un forte problema di dilavamento da monte, che ha trovato più punti di canalizzazione provocando evidenti erosioni con conseguente spargimento a valle di pietrame e terra.

Nell’area delle Necropoli il problema più evidente è l'accumulo di consistenti strati limosi lungo i percorsi e nelle strutture tombali. Alla necropoli delle Grotte, nel piazzale della ‘Cava grande’, si evidenziano rischi di crolli dalle pareti per blocchi che presentano lesioni.

Anche le strutture monumentali del Monastero di San Quirico risultano danneggiate con il disfacimento delle creste dei muri interni del chiostro e un crollo delle strutture di contenimento; anche in questo caso lo scorrimento delle acque ha provocato l'accumulo di uno strato limoso e di pietrame.

Come anticipato, i principali danni registrati sono di carattere infrastrutturale in particolare a strade, recinzioni e percorsi di visita. Rimuovere il fango e il pietrame da monumenti e strutture, ricostruire la sentieristica e le recinzioni prevede un lavoro impegnativo che è necessario iniziare da subito per dare una nuova vita al Parco dopo i danni subiti da questa alluvione.

Proprio per questo è intenzione della Società organizzare appena possibile delle giornate di intervento #sulemanicheperbaratti per rimuovere il fango con l’aiuto di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. L’invito è a seguirci sui nostri social che riporteranno in tempo reale le modalità di svolgimento delle giornate.



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