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mercoledì 21 agosto 2019

Politica domenica 26 giugno 2016 ore 12:16

"Continueremo con le nostre proposte riformiste"

Ora l'associazione Costa Toscana Cambiaverso dice la sua dopo la crisi interna e gli affondi del segretario della Federazione locale Pd Fabiani



PIOMBINO — "Cambiaverso nacque con lo spirito di dare un contributo dentro e fuori il Pd su idee e proposte riformiste sul territorio e sui temi nazionali, proprio perché credevamo che il nuovo corso che ha aperto il Pd nazionale non fosse ancora sufficientemente diffuso nella cultura politica che esprimeva il nostro partito nei territori". 

Con questo presupposto l'associazione Costa Toscana Cambiaverso commenta la decisione di Martina Pietrelli, Delia Del Carlo, Sergio Fedeli e Carlo Canaccini (leggi l'articolo consigliato).

"Da questo punto di vista non c’è nessuna differenza di analisi con chi come Martina Pietrelli si è sempre battuta, anche quando non andava di moda, per affermare questi principi e questi temi. - hanno aggiunto - Semmai è la fase che si apre che va letta con grande attenzione. Le elezioni amministrative, l’esito del referendum inglese e la scadenza referendaria di ottobre segneranno un passaggio determinante per l’Italia e perfino per l’esistenza del Pd. Il Pd a tutti i livelli deve fare i conti con una società che vive una grande fase di inquietudine e di sfiducia verso l’ordine costituito dei partiti tradizionali, il nostro territorio non è esente da questo problema e minimizzare o pensare di poter esentare Piombino, la Val di Cornia e la Provincia di Livorno dal un clima generale di disaffezione sarebbe un errore grave. I segnali ci sono, e chi ha responsabilità politiche non può omettere la realtà in nome di una presunta originalità legata alla tradizione". 

Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che non esiste più un elettorato tradizionale in grado di assicurare un sicuro successo nei comuni amministrati dal Pd soprattutto dove insistono lotte interne e divisioni. 

"Esprimere innovazione all’esterno, preoccuparsi di avere un dibattito interno al PD reale e profondo, costruire l’unità che riconosce e rispetta le differenze dovrebbe essere la preoccupazione di tutti, a maggior ragione di chi in questo momento ha l’onere e l’onore di dirigere il Pd. - hanno detto, riferendosi al commento sui social del segretario Valerio Fabiani (leggi l'articolo consigliato) - Attenzione a sottovalutare fenomeni che in altri territori a noi vicini hanno portato a lacerazioni che hanno contribuito a produrre sconfitte elettorali. In questa direzione noi vogliamo portare il nostro contributo, con chiarezza e senza ambiguità. perché la fase che si apre richiede un di più di responsabilità, perché se a ottobre al referendum perderemo o accuseremo problemi di gestione sui temi di governo locali, sarà tutto il Pd a perdere e non solo chi ha la responsabilità di guidarlo o chi sta sulla frontiera dell’amministrazione. Questo non significa rinunciare a dare il nostro contributo in modo propositivo e autonomo perché, la fase in cui versa il nostro territorio richiede un'innovazione radicale che si trasformi in fatti concreti e non solo declamati".

Un contributo che dal locale si ripercuoterà su scala nazionale quando l'elettorato Pd sarà chiamato a votare anche alle primarie nazionali, proprio da dove il percorso riformista è partito.



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