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lunedì 17 giugno 2019

Lavoro sabato 10 giugno 2017 ore 16:05

Cresce la preoccupazione per l'indotto Aferpi

Foto di repertorio

Per la Cgil imminenti nuove chiusure. Per questo si promuove un coordinamento delle Rsu volto a monitorare la situazione e a promuovere iniziative



PIOMBINO — Con il protrarsi del blocco produttivo nello stabilimento Aferpi sono molte le aziende in difficoltà e da alcune arrivano segnali molto preoccupanti anche per l'indotto. A rimarcarlo è la Cgil di Livorno che promuove un coordinamento delle Rsu.

"A Piombino cresce la preoccupazione per le aziende dell'indotto, molte delle quali hanno terminato o stanno per terminare gli strumenti di ammonizzazione sociale. Con la crisi delle acciaierie – ha illustra Simone Angella della segreteria confederale Cgil – l'economia di una città intera è stata gettata nel caos e a risentirne sono stati particolarmente i lavoratori degli appalti, contrattualmente più deboli e per i quali non è stato messo in campo nessun intervento straordinario”.

"I treni di laminazione sono ancora fermi e, mentre in Aferpi si cerca di difendere la solidarietà e di ottenere la prosecuzione della Marzano, dall'indotto arrivano segnali di cedimento. - ha aggiunto - Nell'appalto delle pulizie sono state ridotte le ore alle lavoratrici e altre aziende sono sull'orlo del collasso creando nuovi disoccupati”.

Dati alla mano, la situazione si aggrava di giorno in giorno, evidenziando sempre di più l'inadeguatezza degli strumenti straordinari messi a disposizione dei territori dal Governo, quali accordo di programma e incentivi per le aree di crisi.

Del resto si è ancora in attesa della convocazione del tavolo per discutere gli interventi mirati sull'indotto di Aferpi. Intanto sul territorio i sindacati confederali hanno già proclamato lo sciopero generale e la Cgil per favorire il dialogo e monitorare in modo stringente la situazione ha promosso un coordinamento delle RSU dell'indotto. “Abbiamo già incontrato i nostri delegati – ha concluso Angella – e stiamo proseguendo nella discussione per fare una mappatura delle crisi, dalla quale, per il momento, emerge un quadro gravissimo al quale chi ha il compito di governare deve mettere in atto efficaci contromisure al più presto, il tempo stringe”. 



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