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domenica 15 dicembre 2019

Lavoro venerdì 18 maggio 2018 ore 11:52

Dopo la firma, chiarezza sul progetto di Jindal

Con l'accordo per il passaggio di Aferpi al gruppo indiano di Jindal per i sindacati è ora di parlare di piano industriale. Obiettivo: produrre acciaio



PIOMBINO — Ora che la firma è stata posta ed è stata ridata una speranza per il futuro dell'acciaieria di Piombino, inizia il pressing dei sindacati per conoscere con certezza quali siano i dettagli di questo accordo.

E' Uilm nazionale, in una nota, a sottolineare questo importante tassello per l'apertura di una nuova era con il gruppo indiano di Jindal. 

"La logorante conduzione algerina dello stabilimento di Piombino in termini sociali e industriali deve essere rapidamente superata con un progetto di vero rilancio. - si legge nella nota firmata dalla Uilm nazionale - Attendiamo, quindi, di poterci confrontare con il nuovo management di Jsw sul piano industriale che, indiscutibilmente, dovrà prevedere come obiettivo fondamentale il riavvio della produzione di acciaio. In attesa che questo si realizzi, occorre da subito riavviare i treni di laminazione a pieno regime, recuperare le quote di mercato perse in questi ultimi anni e ridare la sempre apprezzata credibilità ed affidabilità alle ex acciaierie di Piombino; questo consentirà soprattutto, di ridurre l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, di recuperare le retribuzioni dei lavoratori e di riavviare l'indotto".

Insomma ora si apre un nuovo capitolo convinti delle potenzialità e capacità del gruppo guidato da Sajjan Jindal. Ma se da un lato questa firma ridà speranza a lavoratori e famiglie (leggi qui sotto l'articolo correlato), Uglm affronta la questione con i piedi di piombo

"Basta con indiscrezioni e attese al cardiopalmo. Non c'è bisogno di altre premiazioni o proclami. I lavoratori hanno bisogno di risposte". E hanno aggiunto in una nota precedente al raggiungimento dell'accordo: "Prima di esprimere altre valutazioni e dare ricette vincenti il punto di partenza per la Uglm dovrà essere la conoscenza dettagliata del piano industriale, sempre che ne esista ancora uno. Insieme a questo occorrerà avere una visione più ampia relativamente al progetto per le altre aree e per il porto. Insomma più che firma o non firma di un qualcosa di ignoto occorre una valutazione concreta ed anche tecnica, meglio se fatta congiuntamente con un team del Governo, del piano industriale e della sua fattibilità". 

E se di nuovo capitolo si parla, allora che emergano i contenuti per valutare un vero progetto di rinascita del settore siderurgico.



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