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Cronaca lunedì 13 marzo 2017 ore 09:33

Stanati i furbetti delle case popolari

Dai controlli incrociati di Finanza e Casalp, spuntano 6 false dichiarazioni a Piombino, in tutta la provincia di Livorno 35. Caso eclatante a Cecina



PIOMBINO — La serie di verifiche e riscontri avviate dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Livorno, con la collaborazione di Casalp spa, hanno portato a smascherare le false dichiarazioni per ottenere l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Dagli accertamenti, svolti dal personale del Nucleo di Polizia Tributaria di Livorno, è stato possibile riscontrare 35 casi di mendaci dichiarazioni, in riferimento alle autocertificazioni presentate nell’anno 2013, relative ai redditi del 2012, per il calcolo del canone di affitto dovuto per l’anno 2014. E’ stato appurato un danno di oltre 24mila euro.

Complessivamente i casi venuti a galla riguardano tutta la provincia di Livorno, specie nel capoluogo dove sono individuati 21 casi. A Piombino sono 6 le false dichiarazioni accertate, 3 a Cecina, 3 a Rosignano Marittimo e 2 a Portoferraio.

Tra i casi particolari relativi alla Val di Cornia spiccano quelli riconducibili a due nuclei familiari assegnatari rispettivamente di due alloggi popolari a Piombino, con redditi complessivi superiori a 17 mila euro, e che avrebbero dovuto corrispondere mensilmente un affitto di circa 100 euro (con una maggiorazione pari 60-70 euro). Il primo nucleo di 4 persone , pur avendo dichiarato nell’autocertificazione redditi zero, è risultato che il figlio percepiva regolare reddito da lavoratore dipendente in una nota azienda locale. Il secondo, invece, fa riferimento sempre ad un nucleo familiare di quattro persone, in cui la moglie e il marito in realtà lavorano da dipendenti in un negozio di biancheria e come elettricista.

Per i falsi poveri è scattata una sanzione amministrativa con in totale supera i 58 mila euro, pari al triplo dell’illegittimo beneficio conseguito, e sono stati segnalati alla locale Prefettura. Due, invece, le persone denunciate. Si tratta di due fratelli marocchini residenti a Cecina che avevano dichiarato zero reddito, ma che in realtà avevano prodotto un reddito di impresa complessivo pari a 44 mila euro, frutto dell’esercizio di due separate attività di ambulante nel settore dell’abbigliamento.



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