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Politica lunedì 19 ottobre 2020 ore 14:30

"Anche il sindaco si assuma le sue responsabilità"

Riccardo Gelichi

L'ex assessore Gelichi striglia il sindaco Ferrari. "La confusione è tale che nemmeno la compagine di giunta è mai certa. Il Comune non è un flipper"



PIOMBINO — "Poiché non sono state smentite le indiscrezioni giornalistiche di questi giorni sull’argomento giunta e amministrazione del territorio, riteniamo doverosa qualche riflessione politica". E' l'ex assessore Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino, a lanciare un nuovo attacco al sindaco Francesco Ferrari.

"Dopo aver annunciato il cambio marcia, dopo aver brindato la conquista del comune come fosse la Bastiglia; dopo quattordici mesi di amministrazione non si può non avere un’idea di territorio, una linea tracciata sul terreno della pianificazione strategica per il rilancio economico di questa martoriata città. Giudicheremo alla fine, va bene, ma fino a oggi è stata fatta solo ordinaria amministrazione, prevalentemente legata al settore dei lavori pubblici; non abbiamo sentito ancora nessun programma di breve o lungo respiro". 

"La confusione è tale che nemmeno la compagine di giunta è mai certa. - ha ricostruito Ascolta Piombino - Fin dal primo cambio, quello di Veronica Piacentini che effettivamente non aveva alcun senso. Poi le divergenze con Gelichi che hanno determinato il ritiro delle deleghe, le dimissioni se pur congelate dell’assessore Ferracci, oggi la questione Palombi. Eppure Ferrari disse che il criterio utilizzato era stato quello della persona giusta al posto giusto, senza applicare manuali da prima repubblica”. 

"Se le parole hanno un senso, quando togli o vuoi togliere due assessori di peso come i Lavori Pubblici e l’Urbanistica, ai tempi della prima repubblica un sindaco avrebbe rassegnato le proprie dimissioni, scusandosi con i cittadini per la fiducia mancata; perché il Comune non è un flipper dove si possono far rimbalzare le persone a piacimento. - ha commentato Gelichi - Non sappiamo con certezza quali motivazioni recondite possano indurre questo caos, anche se immaginiamo continui condizionamenti esterni. Siamo però ormai certi che alcune responsabilità le abbia direttamente il conduttore, che non dovrebbe esimersi dal riconoscerlo. Non si scaricano le colpe sugli altri quando le cose non vanno per il verso giusto, le maggiori responsabilità le ha il manager, che dovrebbe studiare i propri modelli di comunicazione, di motivazione, d’indirizzo e di atteggiamento; doti che evidentemente il sindaco non possiede".



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