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venerdì 15 novembre 2019

Attualità domenica 05 maggio 2019 ore 09:57

Macelli, Sotto Bernardini, viale del Popolo

Su #tuttoPIOMBINO un nuovo racconto, ispirato ai ricordi, di Gordiano Lupi



PIOMBINO — Mio nonno non amava il mare. Alla sua generazione sembrava strano andare a prendere il sole riparati da un ombrellone, mettersi in costume, fare il bagno. E poi era nato a Seggiano, Monte Amiata, da una famiglia di montanari, cresciuti tra campagna e animali, incapaci persino di mangiare il pesce. Ma il mare d’inverno gli piaceva e durante la bella stagione frequentava le spiagge di città, dove non c’era tanta gente: Marina, proprio dietro la Lega Navale, tra le palafitte distrutte, Sotto Bernardini, viale del Popolo, Macelli. 

Andava a bagnarsi i piedi nell’acqua di mare, diceva che gli faceva bene alla circolazione, che era una cosa salutare. Ricordo che portava a casa bottiglioni pieni d’acqua di mare e ogni mattina ci faceva il pediluvio. Credo che gli abbia fatto bene davvero, mio nonno è campato tanto e in buona salute, percorrendo a passo spedito le strade di Piombino, amava camminare e non c’era strada o luogo cittadino che non conoscesse. 

Lo chiamavano Il Bersagliere, proprio per quel suo andare sempre di fretta, spostandosi rapido da un luogo all’altro. E ovunque seminava ricordi della grande guerra, che aveva combattuto, pezzi di carta scritti in inglese, lingua appresa andando a fare fortuna in America, una fortuna che non aveva trovato, ma forse per lui, in quel momento, era stato importante soltanto cercare.

Mio nonno l’ho conosciuto che era già vecchio, purtroppo. Il mio ricordo è quello di una persona che scende le scalinate della spiaggia dei Macelli, uno dei luoghi più affascinanti di Piombino e meno frequentati, siede sulla scogliera di buon mattino e mette a bagno i piedi nell’acqua. Ricordo quando mi prendeva per mano e percorrevamo insieme la stupenda terrazza di viale del Popolo, affacciata su isole lontane, tra agavi spinose e fichi d’india, tamerici salmastre e arse, barba di Giove e lentisco. Immersi in uno dei panorami più belli del mondo ci lasciavamo accarezzare da una brezza di maestrale o spingere da un caldo vento di scirocco. Scendevamo nelle spiagge di Sotto Bernardini, proprio accanto al Cimitero, per le solite abluzioni, ci spingevamo in Piazza Bovio, sostavamo in viale del Popolo, sotto i giardinetti e l’ex Asilo Pro Patria, in una spiaggia che si raggiungeva a fatica.

Adesso molte cose sono cambiate, come ha detto mia figlia l’altro giorno quando le ho fatto notare che i fiori delle agavi spinose molto tempo fa erano più piccoli. “Babbo, il tempo passa, le cose cambiano”, mi ha detto come se fosse una persona adulta. Ha soltanto cinque anni. Tu falla crescere. “È vero, piccola mia, lo diceva anche un mio amico che si chiama Proust, le cose cambiano e noi andiamo alla ricerca del tempo perduto”, le ho risposto con un’ironia che non ha potuto capire. E lei, di rimando: “Chi è questo Proust, babbo? Me lo presenti?”. “Sì, cara. Un giorno o l’altro te lo faccio conoscere. Ma adesso è presto, credimi”. 

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata



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