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Politica Giovedì 30 Luglio 2026 ore 12:05
Posidonia a Salivoli, nuovo accesso agli atti

Lo ha richiesto Piombino Domani dopo le dichiarazioni dell’assessora Bacci sull’iter per la gestione della posidonia a Salivoli
PIOMBINO — “L'assessora all'Ambiente Rossana Bacci ha risposto al nostro comunicato sulla movimentazione della posidonia a Salivoli con toni che, ancora una volta, scelgono la lezione paternalistica invece del confronto nel merito. Ci viene detto che avremmo bisogno di studiare gli atti e di evitare polemiche costruite sulla superficialità. Rispediamo al mittente l'accusa: siamo noi ad aver chiesto, studiato e verificato la documentazione, ed è proprio da questo studio che nascono le domande che poniamo. Probabilmente lei avrebbe bisogno di interpretare meglio gli atti che vengono inviati da altri enti”.
Così Piombino Domani e Avs - Sinistra Italiana hanno replicato all’assessora all’Ambiente tornando sulla questione della gestione della posidonia a Salivoli (leggi qui sotto gli articoli collegati).
“Bacci afferma che ‘il parere della Soprintendenza esiste, è agli atti’ e lo colloca in alcuni numeri di protocollo. Peccato che l'unico atto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno che risulta a questo gruppo consiliare, ottenuto tramite accesso agli atti, dica tutt'altro: si tratta della comunicazione con cui la Soprintendenza dichiara inammissibile l'istanza di autorizzazione paesaggistica semplificata presentata dalla Cooperativa L'Ormeggio, proprio perché l'intervento non rientra tra le ‘opere di lieve entità’ previste dalla normativa vigente, ma che serve una procedura ordinaria e non semplificata. Non un parere di merito, quindi, ma un atto di archiviazione per carenza dei presupposti procedurali, che indica come necessaria la ben più complessa procedura ordinaria prevista dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, procedura che, dagli atti in nostro possesso, non risulta essere stata attivata dal Comune. Non vorremmo che l'unica vera indicazione data dalla sovrintendenza di attivare la procedura ordinaria non sia stata attuata e questo sarebbe grave, ci chiediamo infatti come sia stato possibile rilasciare l'autorizzazione demaniale senza aver attivato la procedura ordinaria per l'autorizzazione paesaggistica nell'ambito della quale dovevano stare le fantomatiche prescrizioni della Sovrintendenza”.
“Di fronte a questa discrepanza, le possibilità sono due, ed entrambe sono gravi. - hanno proseguito dall’opposizione - O l'assessora sta descrivendo come parere un atto che parere non è, alimentando essa stessa quella ‘rappresentazione dei fatti che non trova riscontro nella documentazione ufficiale’ di cui accusa noi. Oppure la documentazione integrale, comprensiva degli eventuali pareri legati ai protocolli richiamati, non ci è stata fornita in sede di accesso agli atti, nonostante la richiesta risalga a più di un mese fa. Anche questa seconda ipotesi configurerebbe un comportamento gravemente scorretto nei confronti delle prerogative di un gruppo consiliare. Per questo abbiamo presentato una nuova istanza di accesso agli atti, mirata specificamente a verificare il contenuto dei protocolli citati dall'assessora, e ad accertare se tra questi figuri un qualsiasi parere o prescrizione della Soprintendenza sull'intervento”.
“Abbiamo richiesto le dimissioni dell’assessora Bacci - ha aggiunto AVS Piombino - perché dopo aver dichiarato pubblicamente che il ritardo e i disagi di quest’anno sulla spiaggia di Salivoli erano dovuti a un parere della soprintendenza, si era scoperto che quel parere non c’era. E’ grave mentire alla città, ma è ancora più grave giustificare con le bugie l’aver creato problemi ai cittadini e agli operatori commerciali di Salivoli, già gravati dai lunghi e impattanti lavori di Terna e dall’inspiegabile senso unico”.
“Ci auguriamo, per l'assessora e per la città, che quel parere venga davvero alla luce, concludono le due forze politiche. In caso contrario, le sue dimissioni sarebbero a questo punto doverose, perché siccome noi gli atti li sappiamo leggere, la conseguenza sarebbe che quell'intervento sarebbe stato realizzato in assenza di autorizzazione paesaggistica. Per questo valuteremo ogni iniziativa, anche legale, nei confronti di un procedimento che rischia di configurarsi come illegittimo. Amministrare una città non è compatibile con il nascondere gli atti a chi ha il diritto e il dovere di consultarli e verificarli”, hanno concluso.
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