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venerdì 15 novembre 2019

Attualità giovedì 07 novembre 2019 ore 10:38

Rimateria, quelle prescrizioni non convincono

Il gruppo Resistenza contro Piombino polo di rifiuti invia una nota a commento dei recenti sviluppi relativi all’ampliamento della discarica Rimateria



PIOMBINO — Il gruppo Resistenza contro Piombino polo dei rifiuti in una nota ha sottolineato alcuni aspetti relativi al parere del Nurv sulla Valutazione di impatto ambientale per l’ampliamento della discarica Rimateria in località Ischia di Crociano. 

“Basta che prima di presentare istanza di autorizzazione AIA il proponente arretri un pochino il perimetro della nuova discarica sulla LI 53 in modo da rispettare la distanza di 500 metri dal perimetro del centro abitato più vicino e, soprattutto, si ricordi di chiedere di modificare l'atto di concessione in essere con l'Agenzia del Demanio che, allo stato attuale, consente di autorizzare solo il conferimento di rifiuti derivanti dallo smaltimento dei cumuli e da attività siderurgica. - hanno detto - In pratica il progetto non sarebbe stato compatibile perché troppo vicino al centro abitato, ma il Nurv lo approva lo stesso, dando per scontato che il proponente sarà disposto a fare questa piccola modifica per rientrare nella norma. D'altra parte il piatto è talmente ricco che come potrebbe non essere disposto? E ancora: ti concedo l'ampliamento e ti dico che al momento ci puoi mettere solo rifiuti derivanti dallo smaltimento dei cumuli e da attività siderurgica, ma dal momento che sappiamo tutti benissimo che l'attività siderurgica non ripartirà (e che qualora ripartisse produrrebbe una quantità davvero esigua di rifiuti, del tutto sproporzionata ai volumi richiesti) e figuriamoci se partiranno le bonifiche, ti faccio presente che, nel caso tu non ci avessi pensato, la presente prescrizione potrà essere modificata ai sensi dell’art. 56 della LR 10/2010, nel momento in cui sarai riuscito a farti cambiare l'atto di concessione dal Demanio”.

L’impressione del gruppo è che la Regione non si sia limitata a dare un parere, ma dei consigli su come “aggirare tutti quei paletti costretti a mettere per confondere un po’ le idee ai piombinesi”.

“Cosa ci sia da esultare proprio ci sfugge: - hanno aggiunto - non è stato fermato proprio un bel niente, anzi, si è lastricato un altro bel pezzo di strada nella direzione di un bell’ampliamento destinato ai rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Però sulla Via il NurV ha scritto la parola magica: bonifiche. Quella parola che dal 2016 viene sventolata davanti al naso dei cittadini per convincerli prima a trasformare la discarica Asiu per rifiuti urbani in discarica per rifiuti speciali da riciclare, poi ad ampliarla e ad ampliarla ancora nonostante nelle tonnellate di rifiuti che ci sono stati stipati dentro e che da anni ammorbano l'aria della città non ci sia nemmeno un grammo proveniente dalle bonifiche”.

Altra puntualizzazione è scaturita da quanto riportato a pag. 16 dove viene scritto che “la prioritaria vocazione dei nuovi volumi di discarica” deve essere subordinata al “soddisfacimento della domanda di smaltimento locale”. E di nuovo: “prioritariamente per i rifiuti provenienti dagli interventi di bonifica del Sin e dalle eventuali future attività siderurgiche”.

Lo sapete cosa vuol dire prioritaria? - hanno sottolineato dal gruppo - Che se ci sei hai la precedenza. Se ci sei. Se non ci sei non sarà mica colpa di Rimateria. A quel punto potranno ben entrare rifiuti da fuori! E che questo sia il vero disegno sottostante alla Via è evidente se si va a leggere il verbale della riunione tecnica del 23/09/2019 con Invitalia SpA presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. A pagina 7 la discussione sulla caratterizzazione dei cumuli porta il rappresentante del Comune a dire che ‘l'ipotesi di gestione dei rifiuti inizialmente formulata da Asiu (oggi RiMateria) appare molto problematica’ tanto da apparire ‘oggi tramontata’ che ‘le discariche di RiMateria oggi sono di pertinenza privata, pertanto deve essere indetta una gara’ e che ‘anche la possibilità di utilizzare le vecchie discariche Lucchini per ricevere i rifiuti costituenti i cumuli è tramontata’. La Regione allora, con un certo nervosismo, ricorda che: nella riunione del luglio scorso relativa all'Accordo di Programma non è stato preso nessun impegno perché la discarica RiMateria ricevesse i cumuli, indipendentemente dal fatto che essa fosse a maggioranza pubblica o privata; la suddetta discarica non è abilitata a ricevere scorie di acciaieria (codici CER); la discussione su tale discarica è surreale per il fatto che non vengono pagate le relative fideiussioni”.

A proposito delle fideiussioni secondo il gruppo Resistenza sarebbe proprio questo “il motivo per cui la Regione non ha potuto approvare subito la delibera: RiMateria non riesce a trovare nessuno disposto a rinnovare la fidejussione post-mortem necessaria per essere autorizzata al proseguimento della propria attività. Altro che rispetto delle prescrizioni in diffida!“.

Infine, ”a nostro avviso, viste le possibilità di variante esplicitamente suggerite a RiMateria dallo stesso Nurv, sarebbe opportuno che proprio in questa fase il Comune, che comunque detiene la maggioranza delle quote di parte pubblica, chiedesse esplicitamente alla Giunta Regionale di rendere immodificabile la prescrizione relativa alla tipologia dei rifiuti conferibili in discarica, non rendendo utilizzabile l’art 56 della Legge Regionale 10/2010”.

Sulla questione Rimateria rimangono per il gruppo molte questioni sospese: gli incontri mensili, i carotaggi, la pubblicazione del bilancio Asiu 2018 per dirne alcuni.

E concludono: “Come cittadini chiediamo che la Giunta Regionale modifichi le prescrizioni del Nurv in modo tale da rendere impossibile il conferimento di rifiuti diversi da quelli provenienti delle bonifiche del Sin o dalle scorie siderurgiche non riciclabili. In questo caso, tra l’altro, i volumi del cono rovescio sarebbero più che sufficienti. Tuttavia solo una discarica completamente pubblica potrà veramente essere al servizio delle bonifiche: finché saranno presenti i privati i criteri che guideranno il piano industriale saranno totalmente diversi: il cono rovescio e tutti gli altri spazi autorizzati continueranno a riempirsi coi rifiuti speciali provenienti da tutta Italia”.



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