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Politica Lunedì 20 Aprile 2026 ore 09:53
“Sicurezza al collasso mentre restano a guardare”

Piombino Domani chiede le dimissioni dell’assessore Ceccarelli. “La prevenzione è un'altra cosa e l’amministrazione non lo vuole capire”
Risse, accoltellamenti, furti ovunque, violenze. Piombino Domani è intervenuta dopo gli ennesimi episodi di violenza avvenuti in città. “Si dimostra anche una volta l’incapacità dell’amministrazione locale nel prevenire problemi di ordine pubblico e sociale della città.
“Piombino non ha più un luogo sicuro e nessuna telecamera potrà mai prevenire quanto è accaduto nel centro in questi giorni. - hanno commentato - L’assenza di risposte da parte dell’assessore è sconcertante, il non fare assolutamente nulla a fronte di un problema importantissimo a pochi giorni dall’inizio di una stagione estiva è ancora più grave delle risse. Per questo riteniamo che l'assessore competente debba assumersi le proprie responsabilità e rassegnare immediatamente le dimissioni, atto doveroso nei confronti dei cittadini e della città”.
“Non ci troviamo davanti a questi atti per la prima volta, sono anni e il solo fatto compiuto è additare il diverso, l’estraneo, colpevolizzare altri per l’ingresso di persone senza fissa dimora, senza lavoro, sfruttate dagli imprenditori per tornaconti sulla manodopera. - hanno proseguito da Piombino Domani - Ritardati e negati i tavoli sulla sicurezza per trascinare questa modalità di gestione dell’ordine pubblico a fine legislatura, questo è ormai chiaro. Pattugliare la città con l’esercito o mettere una telecamera è solo un modo per non affrontare il niente generando una mancanza di rispetto verso il cittadino. La problematica chiaramente non è solo di Piombino, ma per una città piccola come Piombino che ha sempre fatto dell’integrazione e dell’inclusione i suoi valori e il suo vanto, è sicuramente un fatto nuovo e importante che merita la dovuta attenzione”.
Piombino Domani inoltre ha fatto notare come in occasione della manifestazione per il Metropolitan fossero state dispiegate diverse pattuglie di polizia locale, carabinieri e polizia di Stato. “Ma dove sono i vigili quando sulle strade cittadine tutti fanno quello che vogliono? - hanno commentato - Le telecamere sono un deterrente per il cittadino normale ma non per certe persone. La telecamera registra un evento accaduto, oppure se ci fosse qualcuno in diretta potrebbe solo vedere l’immediato, ma non prevenire. Immaginate qualcuno che non ha nulla da perdere, questo non si fa scrupoli a colpire con un coltello un’altra persona, si preoccupa secondo voi di un impianto di sorveglianza quando medita vendetta verso qualcuno? La prevenzione è un'altra cosa e l’amministrazione non lo vuole capire”.
“Non si vogliono attivare azioni come il controllo delle residenze, la verifica degli affitti o del domicilio di coloro che ormai vivono ammassati dentro appartamenti. I lavoratori sono sfruttati da datori di lavoro senza dar loro una dignità. Non ci sono controlli sul lavoro e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Chi lavora, quando va bene è mal pagato. Si comprenda che un mondo fatto di regole, ma non applicate, non porta lontano. Prevenire significa anticipare o intercettare un disagio, conoscerlo, lavorarci insieme per alleviarlo e risolverlo. Si sbandiera a destra e a manca il ‘modello Piombino’, ma solo sulla carta e sui social, la città è senza cultura, senza educazione, senza rispetto”.
“Su questa base sociale si aggiungono le famiglie immigrate, con figli senza preoccuparsi di capire e comprendere realmente come sta cambiando la composizione sociale della città. C’è bisogno di lavorare su questo, e di includere. Dove si è fatto da tempo, vedi il Cotone con l’opera meritoria e spontanea svolta dal Tavolo di Quartiere questi problemi non ci sono. Come mai? Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, ma non degli assessori competenti, anzi del sindaco in prima persona che ad interim gestisce in multitasking tutti i fronti. La ricetta a lungo periodo deve passare da un lavoro sinergico di tutti, forze politiche, scuola, forze dell’ordine, associazioni, ma in particolar modo l’amministrazione deve di più per programmare il futuro. - e hanno concluso - È impensabile medicare un malato con un antidolorifico, possiamo alleviare il dolore, ma non risolvere la patologia. Questo è quello che sta facendo questa amministrazione, assopire. Occorrono investimenti sociali, forse è meglio investire su un canestro e 50 mq di cemento per un campo di gioco che su un grappolo di telecamere ad ogni angolo. Se presto non ci saranno cambiamenti le conseguenze saranno veramente serie”.
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