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giovedì 14 novembre 2019

Attualità sabato 11 agosto 2018 ore 16:05

Ventiquattro osservazioni per il piano Rimateria

Un gruppo di cittadini: "Per l'impatto che una discarica, le norme prescrivono distanze minime che devono esserci tra discarica e centri abitati"



PIOMBINO — Presentate 24 osservazione al progetto di Rimateria relativo all'ampliamento della discarica in zona Ischia di Crociano. A firmarle sono un gruppo di cittadini unitisi già tre anni fa quando fu fatta la proposta di non chiudere la discarica di Ischia di Crociano, di ampliarla ed accogliervi i rifiuti speciali tra cui anche l'amianto. 

"Contro tale piano nel 2016, la 4 variante alle opere di chiusura, facemmo anche allora molte osservazioni critiche che in particolare tendevano ad evidenziare il pericolo di accogliere nella ex-Asiu uno dei più dannosi materiali cancerogeni: l'amianto. - hanno ricordato - Ci siamo accorti poi che i problemi della discarica erano molti. L'aumento di volumi veniva fatto innalzandola fino a 32 metri, contro i 9 del progetto iniziale, e riempiendo una piccola valle che separa la discarica ex-Asiu dalla ex-Lucchini. Rimateria con la 4 variante - hanno aggiunto - si proponeva di fare una discarica al servizio della bonifica del Sin di Piombino, di riciclare i rifiuti siderurgici presenti in zona trasformandoli in nuovo materiale ed evitare così l'impiego del materiale delle cave di Campiglia Marittima e San Vincenzo nelle opere infrastrutturali e in edilizia". 

Una la costante di questi anni, la convinzione che "l'area prescelta è inadatta ad ospitare una discarica. Fin dalla nascita della discarica (1997) questo fu evidenziato da tecnici e da cittadini che abitavano nella zona: - hanno sottolineato - era, allora, zona a pericolo idraulico elevato, un centro abitato si trovava a distanze di 150-200 metri, confinava con il fosso Cornia Vecchio, era in zona alluvionale del vicino fiume Cornia esondato nel 1951, nel 1966 e nel 1992, sorgeva dove prima vi era una palude, vicino al mare, ecc. Malgrado tutto questo la scelta fu mantenuta e da questo sbaglio hanno origine i contrasti con gli abitanti della zona". Recenti le segnalazioni di maleodoranze che hanno reso insopportabile la vita degli abitanti della zona.

"Per l'impatto che una discarica, se pur ben condotta ed attrezzata, provoca nelle sue vicinanze, le norme prescrivono le distanze minime che devono esserci tra la discarica ed i centri abitati. - hanno sottolineato - Non possiamo accettare in questa zona la nuova enorme discarica di livello nazionale non solo per gli insopportabili disagi e danni che il normale funzionamento provocherà a chi abita nelle vicinanze ma per le ripercussioni negative che avrà sull'economia e la salute dei cittadini della Val di Cornia. Le osservazioni richiamano tutte le criticità che da sempre sconsigliano in modo perentorio la costruzione di una discarica in tale zona, rilievi a cui si aggiungono le conseguenze del cambiamento climatico, del traffico, i punti da approfondire nella documentazione presentata, la mancata corrispondenza tra il volume prospettato (quasi 3 milioni di metri cubi) e le esigenze delle industrie della zona, delle bonifiche o della stessa Regione Toscana".

"La Val di Cornia può aspirare a ben altro che a trasformarsi in un centro di stoccaggio e trattamento rifiuti. - hanno commentato in una nota - Ci accusano di essere contro i lavoratori di Rimateria, non è così. Certamente non vogliamo che Rimateria faccia qui una enorme discarica, se verrà fatto le generazioni future si troveranno ad affrontare dei problemi ambientali drammatici ed i cittadini delle zone limitrofe disagi insopportabili che si protrarranno per decenni".

Meglio sarebbe se Rimateria puntasse solo "a divenire il soggetto capace di portare avanti la bonifica del Sin di Piombino" e "rinunciare al nuovo mastodontico progetto presentato in Regione basato solo sui profitti che derivano dalla nuova discarica che per ampiezza si propone di intercettare il traffico nazionale dei rifiuti speciali per poi cederne il controllo ai privati".



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