Attualità Mercoledì 17 Giugno 2026 ore 14:53
Riorganizzazione 118, i numeri del primo mese

L'Ausl nord ovest ha fornito i numeri del monitoraggio nelle Valli Etrusche. Registrati 589 interventi, 99 codici rossi. Lente si infarti e ictus
PROVINCIA DI LIVORNO — A un mese dall'avvio della nuova organizzazione del sistema di emergenza territoriale 118 nelle Valli Etrusche, "i primi dati confermano la piena operatività del modello e la capacità di garantire una risposta efficace e tempestiva anche nelle situazioni più complesse". E' l'Azienda Usl Toscana nord ovest in una nota a riferire i numeri del monitorando costantemente l'andamento del servizio dal 18 Maggio scorso, data di entrata in vigore della riorganizzazione che prevede la presenza del medico sulle automediche di Cecina e Piombino, il potenziamento delle ambulanze infermieristiche come mezzi di soccorso avanzato e il mantenimento della rete capillare delle ambulanze BLSD gestite dal volontariato.
Nel periodo compreso tra il 18 Maggio e il 15 Giugno i mezzi di soccorso avanzato hanno effettuato complessivamente 589 interventi, di cui 223 gestiti dalle automediche e 366 dalle ambulanze infermieristiche operative a Rosignano, Donoratico, Venturina e Piombino. Per quanto riguarda le emergenze più gravi, le automediche hanno gestito 99 codici rossi e 123 codici gialli. Parallelamente le ambulanze infermieristiche hanno effettuato 141 interventi classificati come codici rossi e 222 codici gialli, dimostrando una piena capacità di gestione del soccorso avanzato sul territorio.
Tra gli indicatori più rilevanti emerge la gestione delle patologie tempo-dipendenti, nelle quali la rapidità di intervento può fare la differenza tra la vita e la morte o condizionare in modo decisivo il recupero del paziente. Nel primo mese di attività sono stati presi in carico 58 pazienti con condizioni ad elevata complessità clinica, tra cui 8 infarti miocardici acuti, 20 casi di ictus o deficit neurologico acuto, 9 politraumi, 15 pazienti con grave insufficienza respiratoria e 12 arresti cardiocircolatori.
Tutti gli 8 STEMI diagnosticati sul territorio sono stati correttamente riconosciuti e centralizzati nei centri specialistici dotati di emodinamica: sette pazienti sono stati trasferiti all'ospedale di Livorno e uno all'ospedale di Grosseto. Analogo risultato è stato ottenuto per la gestione dell'ictus: i 20 pazienti individuati come possibili casi di stroke sono stati tutti riconosciuti tempestivamente e trasferiti verso ospedali dotati di percorsi specialistici dedicati, garantendo l'accesso immediato alle cure previste dai protocolli regionali.
Nel periodo osservato le automediche hanno registrato un tempo medio allarme-target di 11,5 minuti, mentre le ambulanze infermieristiche si sono attestate a 11,1 minuti, valori pienamente compatibili con gli standard regionali che prevedono un obiettivo di 8 minuti nelle aree urbane e 20 minuti nelle aree extraurbane.
A proposito di integrazione nella rete di intervento, nel corso del mese sono stati effettuati 4 interventi in collaborazione con l'elisoccorso Pegaso e 17 trasferimenti secondari verso strutture specialistiche, confermando il ruolo strategico delle ambulanze infermieristiche all'interno della rete dell'emergenza-urgenza.
"L'analisi dei dati non evidenzia alcun aumento della mortalità sul posto riconducibile alla riorganizzazione. Nelle aree direttamente confrontabili gli esiti risultano sostanzialmente stabili e, in tutte le postazioni analizzate, non si sono registrati decessi durante il trasporto in ospedale. Nel periodo osservato sono stati inoltre gestiti 346 pazienti con quadri clinici gravi e 46 persone con compromissione delle funzioni vitali, senza che emergessero criticità operative attribuibili al nuovo assetto organizzativo. Si tratta di una nuova organizzazione necessaria per garantire sostenibilità ed efficacia – ha spiegato Nicola Bertocci, responsabile dell'area Emergenza Urgenza 118 dell'ASL Toscana nord ovest – che consente di utilizzare in modo più efficace le competenze professionali dei medici, indirizzandole verso gli interventi a maggiore complessità, e al tempo stesso valorizza il ruolo degli infermieri dell'emergenza territoriale. I dati di questo primo mese sono particolarmente significativi perché dimostrano che il sistema ha mantenuto elevati livelli di sicurezza e appropriatezza clinica, garantendo la corretta gestione delle patologie tempo-dipendenti, l'accesso ai percorsi specialistici e tempi di risposta pienamente compatibili con gli standard regionali. Si tratta di un modello già adottato in altre aree dell'Azienda e della Toscana – ha proseguito Bertocci – che continua a dimostrare affidabilità e sostenibilità. La piena integrazione tra automediche, ambulanze infermieristiche, elisoccorso e ospedali di riferimento rappresenta oggi un punto di forza del sistema. Come Azienda continueremo a monitorare costantemente l'andamento del servizio, valutando eventuali correttivi laddove necessari e proseguendo parallelamente nell'impegno per il reperimento di nuove risorse professionali. L'obiettivo resta quello di garantire ai cittadini delle Valli Etrusche un servizio di emergenza-urgenza moderno, sicuro, efficiente e capace di rispondere con efficacia anche alle situazioni più complesse”.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











