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Attualità Domenica 29 Marzo 2026 ore 07:00

​Ritorno al passato, Piombino - Marina di Grosseto

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia una salto al 3 Maggio 1987 con Gordiano Lupi che ci racconta quella famosa partita che finì 2 a 1



PIOMBINO — Oggi mi tornano in mano (chissà per quale motivo) alcune fotocopie di articoli di troppi anni fa. Forse la delusione di recenti campionati privi di gioie ma ebbri di sofferenza, persino la voglia di tornare a quei tempi, “sarà per aver quarant’anni in meno e avere tutto per possibilità”. Scusa Guccini se ti cito spesso. I ritagli ritrovati in una cartella polverosa riguardano la partita Piombino - Marina di Grosseto del 3 maggio 1987, campionato di Prima Categoria, mica serie C, in ogni caso un torneo di buon livello tecnico e agonistico. Le foto e i pezzi scritti smuovono i ricordi, siamo all’ultima giornata di campionato e la sorte mette davanti la seconda in classifica (Piombino, 38 punti) contro la prima (Marina di Grosseto, 39) con la squadra ospite in cerca di un pareggio per vincere il campionato. 

Sono ancora i tempi che la vittoria garantisce due punti mentre il pareggio uno. Tempi che rimpiango. Un Magona d’Italia sempre bello, con la tribuna verde, un impianto audio funzionante (Paolo Zannerini - detto Paolino - che legge le formazioni), la gradinata e la curva stracolmi di pubblico. Il tabellino recita 2.647 paganti, oltre la quota abbonati (160), per un incasso record di 13 milioni e 600mila lire. Partita decisa da due gol di Mauro Zaccaria, di professione libero, non avevano ancora inventato i centrali, c’era sempre il giocatore che dirigeva la difesa davanti al portiere. Due reti che valgono un campionato e consentono ai tifosi di gioire - c’erano i tifosi allo stadio, non solo i parenti dei giocatori - al termine di una partita dura e spigolosa diretta da un arbitro che viene addirittura da Lamezia Terme! Il Piombino schiera: Vinciarelli tra i pali (portiere imbattuto per dieci domeniche), Parrini e Gori terzini (nel secondo tempo entra Fossi), Francini mediano di spinta, il roccioso Lombardi stopper, Zaccaria libero, Nudi ala destra, Sandro Cioni fantasista di centrocampo, il giovane Masi centravanti (poi entra Pacini), Guerri mezzala e Chiappini attaccante puro. Primo gol di Zaccaria dopo 17 minuti con una sforbiciata in mezzo all’area di rigore (imperfetta quanto ti pare ma efficace), pareggia Ciolli al 43’ “con una svirgolata maldestra sugli sviluppi di un calcio di punizione” (dicono le cronache), segna la rete decisiva ancora Zaccaria, al 63’, quindi il Piombino amministra (con qualche affanno) il risultato. Perdiamo Chiappini nel primo tempo, espulso assieme a Rosi, subito dopo il gol del pareggio, dall’inflessibile arbitro Cosentino. In questa gara importante, quasi una finale, manca pure Chetoni, un attaccante di vaglia (7 reti, proviene dal Bientina), oltre a non avere il bomber Chiappini (17 reti!) per mezza partita; entrambi vanno in gradinata a dare una mano agli ultras. Il Marina di Grosseto risponde con Bocchi, Rosi, Alessandrini, Sartucci, Brazzi, Giulianini, Arcoria, Lorenzetti (Laurenti), Bucalossi, Adigetti (Biancalani), Ciolli. Allenatore è l’esperto Vitti. 

Una squadra ottima per la categoria, ma cede a un Piombino determinato e grintoso che pretende la vittoria, la cerca con ogni mezzo, infine la ottiene. Grande Zaccaria, uomo guida per tutto il campionato, che da libero segna otto reti, soprattutto i due che decidono la partita più importante. Un grande pubblico instancabile che sostiene a viva voce la squadra senza mai far mancare il suo apporto, accompagnando il trionfo fino al novantesimo. “Fumogeni e fuochi d’artificio all’ingresso delle squadre, il colpo d’occhio è eccezionale, inedito. La squadra nerazzurra va a salutare gli ultras, dove la nebbia dei fumogeni neri e azzurri non si è ancora dispersa”, scrive un ventiseienne Stefano Tamburini, già cronista di valore. Franco Cioni è l’allenatore vincente, uno che da calciatore aveva classe, tecnica e grinta, ma che da mister sa trasfondere agli uomini che guida tutta la sua voglia di vittoria. Presidente di grande stile Rolando Tamburini che prima di festeggiare i suoi nerazzurri va dal Presidente del Marina di Grosseto (Franchini) per augurare di vincere gli spareggi. Nella dirigenza di quel Piombino ci sono anche un galantuomo come il dottor Renzo Finucci e il mio amico Franco Luzzetti. Qualche recriminazione degli ospiti e linguaggio colorito nelle interviste di fine partita, cosa che oggi non si usa fare, attenti come siamo al politicamente corretto. Il Piombino, dopo alcuni anni di retrocessioni e di delusioni ritrova il suo pubblico e torna nel calcio che conta, perché la Promozione di fine anni Ottanta è ancora un palcoscenico invidiabile. Sono passati oltre quarant’anni. Non mi chiedete se torneranno quei tempi, perché mi vengono le lacrime agli occhi…

Le foto sono tratte dal mio archivio personale (ritagli da Il Tirreno del 4 maggio 1987) e da Almanacco Nerazzurro di Giovanni Gualersi.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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